Cesena, due tele restaurate a Villachiaviche per la Madonna del Rosario. Il parroco: “Grazie alla famiglia Mordenti”

Nuova inaugurazione a Villachiaviche. Si terrà nel momento culminante della festa della Madonna del Rosario, domenica 2 ottobre alla messa delle 11.15. Nella stessa messa ci sarà la presentazione dei 55 catechisti e una piccola processione (anche alla messa precedente, delle 8.45) attraversando il viale della chiesa e via Monselice.

Don Daniele Bosi racconta: “Negli anni, oramai, sia il mio predecessore don Marino sia il sottoscritto, abbiamo restaurato ogni singolo pezzo artistico, proveniente dalla chiesa di San Giuseppe de’ Falegnami. Con un po’ di orgoglio, chiamo la mia chiesa di Villachiaviche una “chiesa-museo”, proprio per la quantità dei pezzi artistici. Le due tele sono collocate nelle cimase delle due ancone monumentali, che abbiamo pulito nei mesi scorsi in occasione dello smontaggio di queste due tele per iniziare il restauro, con regolare comunicazione alle Belle Arti.
Una delle due tele raffigura san Pietro Martire da Verona (vi è anche una statua nella chiesa di Montepetra), dipinto nella prima metà del 1700, raffigura il Santo a mezzo busto di tre quarti, rivolto a sinistra, avvolto in abiti domenicani; sul capo una grossa lama di coltello. L’assegnazione del dipinto al Mancini si rivela attendibile, anche se manca qualsiasi riferimento alla esecuzione del dipinto sottostante da parte dello stesso pittore. Il Mancini fu attivo in Cesena oltre che a Forlì e questa piccola tela mostra non pochi dati tipici della pittura marchigiana in fase cignanesca. Mancini nacque a Sant’Angelo in Vado nel 1694 e morì a Roma nel 1758. Il dipinto era tanto annerito ma ben conservato.
L’altra, raffigura la Madonna con Bambino, frontale, a mezzo busto. Il Bambino è disteso davanti a lei dormiente in parte avvolto in un velo bianco tenuto sollevato dalla madre; a sinistra si scorge appena la testa di San Giuseppe. Il dipinto rivela modi tipici dell’ambiente pittorico di metà settecento, dove i riferimenti a Bonaventura Andreini sembrano evidenti. Questa tela era in cattive condizioni, con tante crespature nel colore e annerita.
Il restauro – continua don Daniele – è stato affidato alla nostra restauratrice di fiducia, Carla Castellucci, che oltre ad essere onesta nei prezzi (più di altri) lavora con competenza e con fede: condizione, quest’ultima, a mio avviso necessaria in chi mette mano su opere religiose. Il restauro deve essere preghiera”.
Si è offerta nel finanziare la spesa la famiglia Mordenti in suffragio di Gino Benito, storico esponente della Dc e della Cisl, deceduto nei mesi scorsi.

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