Cesena: due poliziotti a giudizio per falso

La procura ancora una volta è costretta al lavoro per verificare l’operato di chi è all’opera per contrastare la criminalità. È dai tempi in cui venero trovate delle microspie su una Volante del Commissariato (fine anni ‘90) che ciclicamente si avviano processi che vedono alla sbarra poliziotti. Questa volta nell’aula del giudice Marco Mazzocco sono finiti in due, referenti di un’unica Volante in servizio sul territorio, del commissariato di via don Minzoni ora retto da Nicola Vitale ed allora gestito dal suo predecessore Giorgio Di Munno.
I fatti risalgono al novembre 2018 quando un giovane senegalese (S.M.) venne arrestato in zona stazione. Per lui le accuse mosse dalla pattuglia che lo aveva ammanettato erano di rapina e resistenza a pubblico ufficiale. I due agenti (difesi dagli avvocati Carlotta Mattei ed Antonio Baldacci) bloccarono una di due persone sospette. Una riuscì a scappare in auto dopo avervi caricato sopra dei borsoni. Cosa che lasciava sospetti su una possibile rapina compiuta. L’arrestato era stato visto anche armeggiare nelle auto come per mettere a segno furti. Di li il controllo ed il successivo arresto.
Il senegalese per direttissima venne condannato a 6 mesi. Unicamente per la resistenza. Ironia della sorte le accuse in mano al pm Francesca Rago (ieri in aula) le hanno messe a disposizione colleghi dei due agenti. Presero in carico le indagini successive al primo arresto. Visionando le immagini delle telecamere per cercare di rintracciare l’auto in fuga e prove di furti e rapine da accreditare alla coppia senegalese. Nelle immagini non trovarono prove per inseguire il secondo “bandito”. Ma videro che l’arrestato al momento del fermo non era intento a scassinare alcunché. Fecero un esposto, rimasto a lungo in un cassetto del Commissariato. Poi le carte, dopo il cambio di gestione dirigenziale in via Don Minzoni, sono finite in procura e ieri sono stati ascoltati come testimoni proprio due degli investigatori che si occuparono delle vicende post arresto. Le prime di una serie di testimonianze (la accusa per la Volante è di falso) da ascoltare prima della sentenza.

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