Cesena, due asili assediati dai piccioni: misure per allontanarli

Due scuole liberate d’urgenza dall’invasione dei piccioni, diventata così massiccia da non essere più solo una minaccia al decoro ma alla salute. Nelle scorse settimane, il Comune ha disposto un intervento di bonifica in due materne: quelle a Torre del Moro e a Villarco alle prese con impressionanti cumuli di guano, da eliminare, ancor prima che per il degrado estetico, per i potenziali rischi igienico-sanitari. I volatili che hanno lasciato nel tempo gli escrementi in quelle scuole dell’infanzia possono essere portatori di malattie infettive e la situazione aveva decisamente superato la soglia di guardia. Erano quindi necessarie soluzioni per allontanare la nutrita colonia di piccioni che orbitava nelle due zone, ma usando sistemi non nocivi per gli animali stessi.

A Palazzo Albornoz si è deciso di rivolgersi a una ditta specializzata, per mettere in campo alcuni interventi: installazione di dissuasori quali aghi e fili in acciaio e di reti a copertura di anfratti e comignoli; manutenzione e ripristino di quelli che già esistevano ma che presentavano alcune parti danneggiate; sostituzione e riattivazione di centralina generatrice di impulsi elettronici che tengono a distanza i molesti volatili. Con un investimento contenuto, pari a 4.160 euro, si sono affidati questi lavori a un’azienda forlivese: la “Tecnobird di Giancarlo Balzani”. Ha una lunga esperienza, essendo nata nel 1996, e a differenza di quanto avviene solitamente in questo settore non ha esteso il proprio raggio d’azione alle disinfestazioni e alle misure preventive contro varie specie animali invasive, ma si è sempre occupata esclusivamente di volatili. In gran parte – fanno sapere dalla ditta – si tratta appunto di piccioni, e non è infrequente che prendano di mira edifici scolastici, tanto che in queste settimane sono in corso interventi su immobili dell’Università di Bologna. Però ultimamente è aumentato il numero di interventi contro la proliferazione di gabbiani, in particolare a Cesenatico. Insomma, il lavoro non manca, ma “Tecnobird”, come altre attività simili, deve fare i conti con una difficoltà crescente: la mancanza di persone disposte a fare quel lavoro. Il nocciolo formato da tre addetti è quindi sempre più a corto di collaboratori per fare fronte alle numerose richieste che arrivano per un fenomeno, quello del disagio creato da concentrazioni di volatili in zone antropizzate, che è in forte espansione.

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