Cesena, donna incinta morta al Bufalini: assolti i due medici

Assolti perché il fatto non sussiste. L’embolia che l’ha uccisa non era prevedibile ed era di dimensioni tali da non poter essere in alcun modo arginata. Per questo i medici che l’avevano in cura non possono essere ritenuti responsabili del decesso. È la sentenza che il giudice Ilaria Rosati ha letto nel tardo pomeriggio di ieri per la vicenda di Manuela Manco, la professoressa incinta gambettolese morta quando era in “stato interessate” da 26 settimane. Ieri la parola in aula, dopo una lunga istruttoria, è stata data all’accusa (pm Federica Messina), cheha chiestouna condanna a un anno di reclusione per due medici della Rianimazione del Bufalini, difesi dall’avvocato Antonella Monteleone. Alla richiesta si è associata l’avvocato di parte civile che difende la famiglia della donna: Sachia Soli. La 34enne, professoressa di matematica, gambettolese di origine pugliese, allora già madre di una bimba di 4 anni e in attesa della secondogenita (poi nata comunque, ora ha 6 anni) è morta l’8 febbraio del 2015 all’ospedale Bufalini di Cesena per le complicazioni di un’influenza, sfociata in severa polmonite Ards. Il referto di morte parlava di un’embolia polmonare come possibile causa diretta. A processo c’era anche l’Ausl, individuata come “eventuale” responsabile civile di quanto accaduto. L’accusaha sempre sostenutoche con le giuste cautele da parte di chi stava curando la donna la situazione finale si sarebbe anche potuta modificare. In particolare se si fosse fatta per tempo una ecocardiografia, unico esame che avrebbe potuto diagnosticare l’embolia polmonare in atto poi indicata come causa di morte della donna.Quell’accertamento diagnostico fu invece eseguitosolo nell’imminenza dell’arresto cardiaco che le costò la vita. La difesa,puntando sutestimonianze e perizie,ha inevce ribattutol’embolia formatasi non poteva essere in alcun modo intuita in tempo utile e che comunque si era trattato di un embolo di dimensioni tali che il decesso era evitabile. Questa la testi è stata alla fine sposata dal giudice, che entro 90 giorni consegnerà le motivazioni alla base della decisione che ha preso.

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