Cesena, diploma bis per 23 studenti a 50 anni dalla maturità

Sono passati 50 anni da quando 23 ragazzi dell’istituto professionale “Comandini” conseguirono il loro diploma di maturità. Una bella storia di amicizia e condivisone che ieri i vecchi alunni dell’anno scolastico 1970-1971 hanno festeggiato ritrovandosi a scuola col preside Francesco Postiglione. Anche se le aule non erano le stesse che frequentarono da giovani, dato che negli anni Settanta il “Comandini” si trovava a palazzo Guidi, in pieno centro storico, le emozioni e i ricordi non sono cambiati. Tredici dei 23 allievi dell’unica classe quinta di allora dell’indirizzo di meccanica, «tutti bravi ragazzi anche se un po’ indisciplinati», hanno ricevuto dalle mani del preside una pergamena commemorativa con stampata sopra la foto di classe di quando erano poco più che diciottenni. «Anche se alcuni non sono potuti venire ed altri di noi si sono persi nel corso degli anni, perché sono morti, ritrovarsi è sempre bello. Prima lo facevamo ogni 10 anni – ha detto Ettore Buvardia, il fautore della rimpatriata ed ex agente di commercio in pensione – Poi abbiamo accorciato a ogni cinque anni, ma ora forse è il caso di farlo ogni anno. Dobbiamo riconoscere un grande merito a quei nostri compagni che venivano allora da Rimini a frequentare qui a Cesena il corso di meccanica, e allora non era tanto facile spostarsi». Ormai tutti in pensione – chi nonno, chi ha provato anche a frequentare l’università dopo il diploma – i “ragazzi” restano sempre pronti a festeggiare assieme. Nella vita hanno lavorato tutti, facendo diversi mestieri: chi in banca, chi all’Anic, chi nelle ferrovie, chi come insegnante, chi come ragioniere all’Inps, chi vendendo motori, chi facendo il collaudatore di recipienti a pressione, chi come operaio e chi – Oscar Graziani – anche sindaco di Mercato Saraceno. «La mia è stata un’esperienza bellissima, sia per l’amicizia tra di noi, sia per gli insegnanti che erano molto preparati – ha ricordato Maurizio Candolfini, ex vigile urbano di Cesena – Siamo stati i primi diplomati del “Comandini” e abbiamo sfatato il mito che in questo istituto e al “Macrelli” andavano solo quelli che non studiavano alle medie, che non erano bravi a scuola». La ricorrenza è stata anche l’occasione per festeggiare i cinquant’anni dal primo anno scolastico di consegna dei diplomi quinquennali dell’istituto professionale “Comandini”. Infatti, proprio nell’anno scolastico 1970-1971, per la prima volta, in tutta Italia arrivavano a compimento i primi percorsi di diploma quinquennale dei professionali, che fino ad allora erogavano solo qualifiche al termine dei tre anni». A ricordarlo è stato il preside Postiglione. «Io, Candolfini e Vitali eravamo le pecore nere della classe – ha ricordato col sorriso Vezio Venturi, ex fotografo la cui figlia oggi insegna proprio al “Comandini” – Ne combinavano di tutti colori e ci volevano sospendere». C’era anche chi, invece di seguire le lezioni, faceva la schedin: Guido Frisoni, ex pubblicista che aveva una ricevitoria del totocalcio a Rimini. Fra le marachelle Candolfini ricorda che «in primavera facevamo dei gran buchi a scuola. Una volta stavamo facendo l’autostop in 5 o 6 da Rimini quando arrivò il professore Conti di tecnologia. Tutti subito si buttarono nel campo di barbabietole dietro il fosso, io fui il solo a restare a fare l’autostop. La mattina dopo, il professore Conti disse: “Biasimo tutti quei conigli che ieri si sono nascosti nelle barbabietole. L’unico che ha avuto coraggio è stato Candolfini».

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