Cesena, da sabato ecco la mostra “Scene dantesche” al teatro Bonci

Il 15 agosto 1846, con una serata memorabile all’insegna delle arti della musica e della danza, il nuovo Teatro cittadino intitolato al tenore cesenate “Alessandro Bonci” venne inaugurato, suscitando meraviglia e stupore, per le sue dimensioni e soprattutto per la sua bellezza. Sono trascorsi 175 anni e, per celebrarli al meglio, l’Amministrazione comunale di Cesena ha realizzato un’opera di manutenzione straordinaria che restituisce il “Bonci” alla città nella sua lucentezza. Un preannuncio della conclusione di un Progetto di recupero che consegnerà alla città il Ridotto del Teatro, in una modalità pubblica e accessibile, in modo da riunire in un’unica destinazione la grande Sala e gli spazi di contorno, destinati all’intrattenimento, alla formazione e allo spettacolo diffuso.

Oggi, per celebrare questo importante anniversario, il teatro cittadino – in collaborazione con ERT Fondazione – offre il suo storico spazio alla mostra Scene dantesche, una performance di immagini, parole e musica che potrà essere assaporata immergendosi nell’antro della platea, senza poltrone, ma piena di suggestioni, e osservando la liturgia dei decori  interni alla cavea, con uno sguardo dal basso verso l’alto. L’esposizione aprirà al pubblico sabato 19 giugno alle 17 e resterà allestita fino a giovedì 19 agosto.

Un momento della presentazione della mostra del Bonci: da sinistra l’assessore Carlo Verona e Franco Pollini (Ert)

Il Teatro Bonci è devoto al Sommo Poeta Dante Alighieri, di cui quest’anno ricorre il 700esimo della morte: la volta è decorata con pitture di Francesco Migliari, suscitate dalla lettura artistica di alcuni celebri episodi della Commedia, mentre il velario originale, oggi non più utilizzabile, era una glorificazione di Dante poeta, fondatore della lingua italiana. Un grande Minosse, immaginato dalla fantasia e dalla espressività di Ilario Fioravanti, accoglie i visitatori della mostra e invita all’ingresso, volendo suscitare l’attesa preoccupata e vigile dello stesso Dante all’incedere titubante nell’incipit del Canto I dell’Inferno, i cui versi risuonano all’ingresso, declamati dalla voce poetica di Gabriele Marchesini e poi trasformati in musica contemporanea per la composizione e l’esecuzione di Fabrizio Sirotti, una sonorità che li accompagna durante tutta la visita.

Amos Nattini, pittore e illustratore, deve la sua fama a un lavoro meticoloso e spettacolare: la produzione di cento Tavole, una per ogni Canto della Commedia, che, intitolate non a caso Imagini, più che una illustrazione del poema dantesco, sono un’opera parallela e complementare. Destinate ad essere oggetto di esposizioni di grande successo durante la prima metà del Novecento, erano fin dall’inizio create per la stampa, nelle edizioni sontuose della Casa Editrice Dante, con caratteri a stampa ideati dallo stesso Nattini. Dei mille esemplari di questa opera gigantesca, uno arricchisce la Biblioteca Comandini, ospitata all’interno della Biblioteca Malatestiana di Cesena, e oggi campeggia al centro della cavea sotto il magnifico lampadario. Attorno sono disposte venti riproduzioni, tratte dalle tre Cantiche, curate da Matteo Belli. Il tutto sovrastato dalla volta del Teatro, da cui Dante guida e ammonisce.

Il 25 agosto 2021, a conclusione del periodo di apertura della Mostra, un evento speciale, Risonanze dantesche, annoderà tutti i sottili fili che ci hanno accompagnato lungo l’estate cesenate, tra la ricorrenza del poeta e letterato più importante d’Italia e la celebrazione, non meno importante per noi, del nostro amato Teatro cittadino. In quell’occasione, con la regia di Gabriele Marchesini, le voci poetiche di Loris Babbini, Roberto Mercadini, Gabriele Marchesini, accompagnati dalle musiche di Fabrizio Sirotti, dalla voce fuori campo di Angela Baviera e dalle immagini di Matteo Bosi, leggeranno alcuni brani tratti dalla “Divina Commedia” e dal volume collettaneo “Poeti romagnoli d’oggi…e Dante Alighieri”. Dante è presente nell’arredo artistico del Bonci: nel soffitto della platea compaiono quattro riquadri, ciascuno dedicato ad un episodio della “Divina Commedia”. L’episodio di Ulisse nel XXVI canto dell’Inferno rimanda al libro di Joyce, la sua conclusione è un pezzo di teatro di grande intensità, un vero cavallo di battaglia, il monologo di Molly Bloom. Un altro riferimento è la pubblicazione del 2021 di Franco Pollini “Poeti romagnoli d’oggi e …Dante Alighieri” composto da testi critici, illustrazioni e soprattutto da testi e poeti letterari originali creati da Poeti Romagnoli. Si aggiunga a queste suggestioni la ricorrenza del Teorema di incompletezza, un risultato di valore e di importanza assoluta, benché certamente poco conosciuto al pubblico: la dimostrazione, il percorso matematico e logico, offre lo spunto per una composizione di musica elettronica

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