Cesena, Cristina Golinucci: 30 anni di dolore e senza verità

Trent’anni di dolore e di ricerca di una verità che ancora non c’è, e chissà se mai ci sarà, lasciano segni molto profondi. Prima di tutto su Marisa Degli Angeli, la mamma di Cristina Golinucci, la ragazza misteriosamente scomparsa il 1° settembre, ma non solo. Nel tardo pomeriggio di ieri, nell’area verde a Ronta tra le vie Mimose e Ginestre, c’è stato un ritrovo, con messa alla presenza del vescovo Douglas Regattieri, per ricordare e per non rassegnarsi. In questa toccante occasione, davanti alla mamma della ragazza che aveva 21 anni quando sparì dal piazzale del convento dei frati Cappuccini, dove fu trovata solo la sua auto, il sindaco Enzo Lattuca ha sottolineato proprio che quanto è accaduto va oltre la tragedia personale e familiare. Definisce la vicenda di Cristina «una ferita enorme per tutta la città», con un carico di «dolore e inquietudine che ancora oggi resta nell’immaginario collettivo di tutta la comunità di Cesena». Poi aggiunge che quel fatto ha «segnato anche il rapporto con un luogo come i Cappuccini, che è speciale per i cesenati». Al punto che «anche i frati (ieri per loro era presente padre Filippo) hanno finito per diventare parte lesa».

Ma ovviamente il pensiero e la vicinanza del sindaco, e di tutti quanti, sono innanzitutto per mamma Marisa. «È straordinaria la forza con cui ha sempre combattuto per la verità su Cristina – afferma Lattuca – e anche, con l’associazione “Penelope”, per cercare di fare luce su tanti altri casi simili». Il messaggio lanciato ieri a quella donna che non si arrende, nella speranza di avere un giorno risposte e anche i resti di sua figlia su cui piangere, è stato intenso: «Continueremo a essere al tuo fianco per tutto quello che si può fare per cercare la verità», ha promesso il sindaco. Poi, dopo averla ringraziata per l’impegno in “Penelope”, «anche a nome di tante famiglie che hanno vissuto e stanno vivendo il tuo stesso dolore», ha riassunto con queste parole il senso di quell’iniziativa, a cui hanno preso parte numerose persone e che non voleva essere una semplice commemorazione: «Momenti come quello di oggi servono senz’altro per esserci di reciproco conforto, con una vicinanza vera di tutta la comunità al tuo dolore e, soprattutto, con la garanzia di un impegno alla ricerca della verità, che continuerà fino all’ultimo».

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