Cesena, crescono le segnalazioni di baby-gang in tre zone

Forse chiamarle baby-gang è esagerato, ma da qualche mese si stanno moltiplicando le segnalazioni di gruppi di giovani con comportamenti “sopra le righe”, che vanno da semplici atteggiamenti maleducati a vandalismi e in casi più rari anche ad aggressioni fisiche.

A partire dalla fine dell’estate, la polizia locale ha iniziato a ricevere chiamate di cittadini che lamentano questo genere di problemi in una misura del 20% superiore al solito.

Lo rende noto l’assessore alla Sicurezza, Luca Ferrini, facendo il punto dopo le preoccupazioni espresse da chi abita nell’area tra la sede della banca Credito cooperativo romagnolo, il fast food “America Graffiti” e il “Cubo scolastico”.

«Quella zona nelle vicinanze della stazione – conferma Ferrini – è una delle tre dove si verificano più spesso intemperanze di gruppi di giovani. Le altre due sono nei dintorni del mercato coperto, soprattutto sul retro, e della rocca».

L’assessore invita a non enfatizzare il pericolo, perché «il 95% delle volte si tratta di ragazzate neppure sanzionabili», ma non lo minimizza neppure. «Si tratta comunque di assembramenti che le limitazioni anti-Covid vietano e temiamo che la situazione possa peggiorare con l’avvicinarsi le festività. Perciò coinvolgerò tutte le forze dell’ordine per intensificare i controlli, anche al di là della prevenzione e della repressione di reati, perché non possiamo lasciare degenerare le cose».

Al di là della vigilanza, Ferrini segnala anche il «risvolto sociale» del fenomeno, che ha un collegamento con l’emergenza Covid, come avviene ormai per ogni aspetto della vita. Fa notare che «le scuole superiori chiuse da mesi, come pure lockdown o limitazioni alle aperture di bar e altri locali e punti d’aggregazione e ricreativi, fanno sì che questi gruppi di giovani non sappiano dove andare». Così alcuni tendono a gironzolare e magari, a volte, cercano un punto di riferimento nel “branco”, al riparo del quale sfogano in modi sbagliati disagi, frustrazioni e noia che questo periodo difficile scandito dalla pandemia finisce per alimentare. Perciò l’assessore confida che, una volta superata l’emergenza Covid, anche «certi eccessi si ridimensioneranno in modo spontaneo». Nel frattempo, però, non si starà a guardare, fermo restando che non sempre è facile individuare il confine tra atteggiamenti inopportuni e criticabili e trasgressioni delle norme punibili.

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