Cesena, coronavirus con livelli di letalità enormemente variabili

Tra un mese e mezzo la faccia del mostro Covid sarà molto meno feroce. Il motivo è semplice: entro Pasqua sarà completata, o quasi, la protezione vaccinale della parte più anziana della popolazione. E questo dovrebbe abbattere drasticamente il tasso di letalità del virus, che nel Cesenate è di circa il 20% per chi ha più di 80 anni. Significa che in quella fascia d’età muore una su cinque delle persone che restano contagiate.

A sottolineare questo dato impressionante è il sindaco Enzo Lattuca, che fa notare che quindi la pandemia farà molto meno paura, una volta risolto quel problema, che diventa ancor più tragico per «gli ultraottantenni ospiti delle case di riposo, che essendo spesso in condizioni di salute non buone muoiono al 40% una volta infettati».

Il Covid-19 continuerà comunque a essere un virus temibile, ma non immensamente più micidiale rispetto a una brutta forma influenzale, com’è invece ora. Infatti – segnala il primo cittadino cesenate – «già ora il tasso di letalità nel nostro comprensorio per chi ha meno di 70 anni è dello 0,25%. Vuole dire che chi non è anziano ha una possibilità su 400 di non farcela. Ben 399 infettati under 70 su 400, invece, guariscono. E bisogna considerare che tra chi non ce l’ha fatta c’è qualcuno che durante la prima ondata ha pagato il fatto che si era agli inizi dell’emergenza, quando non se ne coglieva fino in fondo la gravità e si era meno organizzati ed esperti, e quindi si è fatto curare troppo tardi. E nella seconda ondata i pochi pazienti giovani deceduti avevano quasi tutti una salute già fragile per altre patologie».

In mezzo a queste due fasce, quella della letalità al 20% e quella allo 0.25%, c’è poi la numerosa categoria degli anziani tra i 70 e gli 80 anni, che non superano la malattia nel 5% dei casi. Quando anche quel decesso ogni 20 contagi verrà meno grazie al vaccino (che non garantisce di contrarre il virus, ma evita quasi del tutto che si sviluppi in forme gravi), l’emergenza Covid potrà essere vissuta un po’ più serenamente sul fronte dei lutti.

«Cambierà l’impatto generale e la percezione complessiva della gravità e della pericolosità del virus per i meno giovani – osserva Lattuca – Credo che questo possa avvenire nel giro di 40-50 giorni. Ovviamente sempre se non ci saranno intoppi sul fronte delle forniture dei vaccini o non verranno fuori brutte sorprese per le varianti Covid».

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