I casi strani della vita: un privato non può fare un balcone con protezione a vetri perché deturperebbe il paesaggio, in contrasto con il vincolo paesaggistico, ma a breve distanza viene installata un’antenna per la telefonia mobile alta quasi 20 metri e con un impatto visivo a distanza di chilometri.

E’ quello che sta succedendo in via Matalardo a Cesena dove un gruppetto di residenti è in rivolta, seppur con toni molto civili e contenuti.

«Ci siamo visti spuntare, da un giorno all’altro – dichiara un residente – questa altissima antenna. Nessuno aveva detto nulla, nessuno aveva avvisato. Credo che, di fronte a un manufatto del genere che impatta in maniera notevole nel territorio e nelle nostre proprietà, almeno una comunicazione ci poteva stare. Anche perché a breve distanza vi è già un’altra antenna e credevamo di aver già ‘dato’ dal punto di vista della telefonia». La cosa che più fa arrabbiare i residenti è che l’area, in aperta campagna, è tutelata dal punto di vista paesaggistico, non a caso è meta di podisti e camminatori, come il Percorso dei Gessi: «In questa zona le leggi ci obbligano a osservare stretti vincoli e un nostro vicino, nel costruire casa, non ha potuto mettere i vetri nei parapetti dei balconi perché avrebbero creato un impatto ambientale insostenibile. Il paesaggio sarebbe stato deturpato da questi vetri, a scapito dei tanti camminatori che attraversano sempre la nostra via. Bene – continua il residente – se è così, ci chiediamo come abbiano fatto a concedere l’autorizzazione per un’antenna di tali fattezze».

I cittadini da una decina di giorni stanno chiedendo visione di tutti i documenti autorizzativi, ma affermano “che non è facile avere risposte. Non si riesce a capire chi è responsabile definitivo e se tutto è stato svolto secondo le procedure. Sappiamo che le antenne servono a tutti e non si può fermare il progresso – conclude – ma c’è modo e modo. E soprattutto la scelta dell’area deve essere discussa e ragionata. Qui in zona già ce ne è una. E se le regole di rispetto ambientale valgono per i privati, devono valere anche per chi installa le antenne. In questi casi, l’Amministrazione comunale come intende tutelare l’ambiente e i cittadini?».

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