Cesena, con il Pnrr progetti di vita autonoma per i disabili

È una corsa il contro tempo quella per dare concretezza al progetto che mette insieme disabilità, lavoro e abitare per il quale l’Unione dei Comuni ha ottenuto un finanziamento complessivo da più di 1,4 milioni di euro dal Pnrr. Una corsa contro il tempo, perché i tempi sono stringenti, ma di quelle belle ed emozionanti, il progetto infatti potrà dare sostanza a quello che è sempre stato un sogno, oltre che una richiesta delle famiglie delle persone con disabilità e delle associazioni che lavorano con loro: costruire un’opportunità di vita autonoma, perché, quando ce ne sono le possibilità, possano arrivare pronti a quel “dopo di noi” da sempre motivo di ansia per le famiglie.

«È un bel progetto – commenta entusiasta l’assessora Carmelina Labruzzo – che ci permette di intercettare le richieste di famiglie e associazioni, di lavorare su quello che Anffas sintetizza bene nello slogan “il dopo di noi, durante noi”. È una bella occasione che ci chiede però anche di correre: per stare dentro le tempistiche del Pnrr entro il 30 settembre dovremo essere in grado di comunicare anche i nomi dei candidati, se non trovassimo nessuno perderemmo il finanziamento, se ne trovassimo mano verrebbe rimodulato». Sono 24 le persone che i servizi sociali, lavorando con le associazioni e le famiglie, dovranno individuare. I requisiti: essere disabili e in età lavorativa.

L’Unione Valle savio ha candidato a questa linea di finanziamento del Pnrr due progetti, entrambi sono stati approvati, e hanno ottenuto 715mila euro ciascuno: «Il finanziamento – spiega Labruzzo – si spacchetta in tre ambiti di intervento, una parte è dedicata all’adeguamento degli appartamenti che andremo a individuare, prevedendo in particolare la dotazione di soluzioni di domotica». Una seconda parte riguarda invece gli strumenti di cui dotarsi per poter con efficacia definire il progetto di vita che sceglieranno di intraprendere questo percorso di autonomia. Si tratta in particolare di un software: «Ne stiamo studiando diversi, si tratta di strumenti che permettono di incrociare i dati che riguardano i diversi ambiti della vita della persona, così da avere schede interattive, flessibili, facilmente aggiornabili». definire il progetto di vita di una persona è un lavoro di equipe, multidisciplinare questo strumento consentirà di tenere insieme tutte le parte, in modo più efficace. Infine c’è l’ambito lavorativo, il progetto infatti lavora sull’indipendenza anche economica delle persone.

«Consapevoli che si tratta di progetti molto attesi, ne abbiamo candidati due e abbiamo ottenuto il finanziamento per entrambi. Inizialmente i due progetti dovevano coinvolgere 7 persone ciascuno, avremmo dovuto quindi individuare 14 candidati. Qualche giorno fa ci hanno comunicato che dovremo individuare 12 persone per progetto, quindi 24. Anche per questo dobbiamo correre. Presto cominceremo i colloqui con le famiglie per individuare le persone da coinvolgere nei progetti, adesso siamo nella fase della coprogettazione con gli enti del terzo settore esperti in materia. Siamo tutti consapevoli che questa è una occasione unica».

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