Cesena, compensi a sindaco e assessori: aumenti del 67% in tre anni

È stato pianificato, spalmandolo su tre anni, un grosso aumento dei compensi percepiti dai componenti della giunta comunale e da chi presiede il Consiglio comunale. L’adeguamento è stato stabilito dalla Legge di bilancio dello Stato relativa al 2022 e per il sindaco significa un rialzo dell’indennità di funzione prevista dagli attuali 3.718 euro lordi a 4.839 euro ogni mese del 2022, con decorrenza a partire dal 1° gennaio scorso. Nel 2023 ci sarà un ulteriore incremento, fino a 5.412 euro. Infine, nel 2024 si completerà l’aumento, arrivando a 6.210 euro lordi messi in tasca mensilmente. Significa un balzo del 67% in più rispetto alla cifra odierna.

A cascata, anche chi occupa le cariche di vice sindaco e di assessore, che sono agganciate all’indennità del sindaco, rispettivamente nella misura del 75% e del 60% di quanto percepisce il primo cittadino, saliranno in proporzione. Il numero due della giunta passa così dai 2.788 euro guadagnati finora a 3.629, che diventeranno 4.059 euro nel 2023 e 4.657 nell’anno seguente. Gli assessori vedono invece ritoccate le loro indennità dai 2.231 a cui avevano diritto fino alla fine dell’anno scorso a 2.903 da inizio 2022, per poi salire a 3.247 e quindi a 3.726 euro nel biennio 2023-2024. Andranno quindi a prendere, più o meno, quello che ha percepito il sindaco fino all’inizio di quest’anno. Idem per il compenso che spetta a chi presiede il Consiglio comunale, visto che è pari a quello degli assessori.

La giunta guidata da Enzo Lattuca ha deciso di non approfittare della possibilità, che è stata concessa dalla legge, di applicare per intero fin dal 2022 l’aumento totale fissato. Ha preferito invece diluire l’incremento in tre scaglioni. Una scelta quanto mai opportuna dal punto di vista morale, viste le difficoltà in cui versano tanti cittadini in questo momento estremamente critico.

L’importo previsto in precedenza era stato stabilito con una delibera di giunta del 2000 ed era stato poi revisionato nel 2006, sulla base di indicazioni inserite nella Finanziaria di allora. Da una quindicina di anni non c’erano quindi stati cambiamenti e già da qualche anno c’era chi faceva notare che le indennità erano troppo basse rispetto alle responsabilità e all’impegno che si prendono gli amministratori comunali. Non è un mistero, per esempio, che a Cesena la componente economica ha frenato più di una volta la discesa in campo di potenziali candidati a sindaco e ad alimentare qualche reticenza da parte di assessori papabili. È vero che la carica di amministratore pubblico è innanzitutto un servizio che si fa alla collettività. Però ci sono state comprensibili resistenze a farsi avanti da parte di imprenditori, professionisti o persone con lavori ben retribuiti, che per un quinquennio avrebbero visto precipitare le loro entrate. L’aumento dei compensi stabilito a Roma, che andrà pienamente a regime nell’arco di un triennio, potrebbe fare cadere quel disincentivo. Inoltre, era un’innegabile anomalia, anche dal punto di vista della logica, il fatto che il sindaco guadagnasse metà dei soldi versati nelle buste paga i dirigenti comunali che fanno capo a lui.

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