Un cesenate d’adozione (crotonese di nascita e romano di residenza), che a Cesena ha stabilmente la famiglia (moglie e figlia) è tra le persone arrestate nell’indagine “Farmabusinnes” per la quale ieri la Dda ed i carabinieri di Catanzaro e Crotone hanno eseguito 19 ordinanze di custodia cautelare, arrivando ad ammanettare anche il presidente del consiglio regionale della Calabria.
Le accuse a vario titolo per tutti sono di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione, ricettazione e violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.

Il blitz dei militari dell’Arma

Da Catanzaro alla Romagna
I provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri di Catanzaro e di Crotone nelle province di Catanzaro, Crotone e Roma. È nella capitale che è stato raggiunto e messo ai domiciliari Paolo De Sole, 46 anni, commercialista di fatto domiciliato a Cesena, che nell’organizzazione è presidente di un consorzio (la Farma Italia) che gestisce una società (la Farmaeko) che per le accuse è un contenitore impiegato per rilevare, con soldi di provenienza illecita, farmacie in difficoltà da acquisire come fonte di nuovo guadagno riciclando i denari della malavita.
Già ammanettato
Paolo De Sole, nel 2018, era stato arrestato un’altra volta: nel contesto di crac di società farmaceutiche. All’epoca dalle indagini puntava ad ottenere un posto in consiglio regionale e per farsi eleggere alla Regione Lazio con il partito “Federazione dei cristiano popolari” era accusato di aver usato tutti gli escamotage possibili: dal farsi finanziare illecitamente la sua campagna elettorale, con oltre 30mila euro, all’offrire 4000 euro a un gruppo di nomadi affinché lo votassero.
Questa volta le indagini, sviluppate rispettivamente dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro e del Nucleo Investigativo di Crotone, dirette e coordinate dal Procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri, dal Procuratore Aggiunto, Vincenzo Capomolla e dai Sostituti Procuratori Paolo Sirleo e Domenico Guarascio, hanno riguardato l’operatività della cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri di Cutro tanto nell’area del crotonese, quanto nel territorio catanzarese. Proprio qui il clan avrebbe avviato attività imprenditoriali usando i capitali della cosca. Il modus operandi della cosca era attraverso l’intestazione fittizia di beni e utilità, riutilizzare i proventi illeciti costituendo una società, con base a Catanzaro, finalizzata alla distribuzione all’ingrosso di prodotti medicinali mediante una rete di punti vendita costituiti da farmacie e parafarmacie: che per ora erano 20 in Calabria, 2 in Puglia e una a Reggio Emilia.
Consiglio regionale della Calabria
Il ruolo di Domenico Tallini, 68 anni, di Forza Italia, presidente del consiglio regionale della Calabria ora ai domiciliari con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso, era che nella fase di avvio della Farmaeko (ottenuto il sostegno della cosca alle elezioni regionali del novembre 2014) favorisse ed accelerasse l’iter burocratico per le autorizzazioni. Il “cesenate” De Paola è considerato tra i professionisti ed imprenditori parte attiva nel programma della cosca, nel perseguimento dei vantaggi economici nei diversi settori imprenditoriali di interesse. In particolar modo per la vendita anche all’ingrosso di farmaci.

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