Cesena, torna da Codogno e va in ospedale: 75enne in quarantena

CESENA. Il Coronavirus è l’argomento principale del momento e anche prima delle misure draconiane adottate ieri dalla Regione c’era un certo allarme sul tema. Ma tra vari falsi allarmi e voci incontrollate, l’Ausl sta sicuramente effettuando controlli mirati evitando comunque che venga diffuso il panico.

Succedono anche casi particolari, come quello di una donna che si presenta all’ospedale Cappelli di Mercato Saraceno (non sapeva evidentemente della direttiva di chiamare direttamente l’ambulanza) per un raffreddore e racconta di essere tornata da una delle zone dove ci sono stati casi di contagio del Coronavirus e di non sentirsi troppo bene.

L’emergenza non è ancora scattata come nelle ultime ore e la donna viene invitata a mettersi in auto quarantena per i classici 14 giorni.

È il racconto di quanto successo nella serata di giovedì.

La donna in questione ha circa 75 anni e risulta residente in una frazione del vasto territorio comunale di Sogliano al Rubicone. Sceglie il piccolo ospedale Cappelli di Mercato Saraceno e si presenta sul tardi.

Racconta di essere appena tornata a casa da Codogno, la zona appena diventata il centro dei primi casi italiani, dove avrebbe incontrato delle persone. E di ritrovarsi con il raffreddore. Di conseguenza chiede come deve comportarsi.

Nel nosocomio mercatese non ci sarebbero in quel momento i tamponi e il consiglio che viene dato alla donna è di tornare a casa sua e di mettersi in quarantena da sola per due settimane, 14 giorni senza avere contatto con nessuno. La donna ha risposto che lo avrebbe fatto.

Per parte sanitaria, da Mercato Saraceno il caso viene segnalato all’Ausl Romagna in base ai protocolli interni. La 75enne è quindi sparita dai “radar” dell’ospedale mercatese, ma dovrebbe rientrare nei casi controllati a livello locale ed evidentemente risultati negativi, visto che dall’Ausl Romagna non si riscontrano casi di positività al Coronavirus.

E quindi al momento le persone controllate e magari portate in ambulanza in ospedale (come richiesto dal protocollo regionale senza accedere direttamente in pronto soccorso) devono essere tutte negative.

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