Cesena: chieste regole più blande per quarantene e scuola

Il Pd di Cesena chiede al Governo «regole più chiare, uniformi e semplici», soprattutto per le scuole. L’intervento del Pd cesenate è arrivato ieri nel giorno in cui il Consiglio dei Ministri è tornato a riunirsi per discutere anche delle nuove misure anti Covid-19.

«Dato che sembra ormai stabilizzarsi la discesa della curva epidemica», la convinzione è che ci siano le condizione per «alleggerire le regole per le quarantene negli istituti scolastici e, in particolar modo, uniformarle».

Al 25 gennaio 2022 (le somministrazioni sono iniziate il 16 dicembre), riporta il Pd, sono 1.064.274 gli italiani tra i 5 e gli 11 anni ad avere ricevuto almeno una dose di vaccino (29,11%). In 308.721 hanno ricevuto anche la seconda dose (8,44%) del totale, a cui si aggiungono i 291.649 (7,98%) che sono guariti dal virus da non più di sei mesi.

Proprio la buona adesione alla campagna vaccinale per i bambini dai 5 agli 11 anni è il motivo per cui chiedono vengano riviste le regole, prevedendo «quanto meno, l’estensione alle elementari delle regole già in vigore per le scuole medie e superiori». Questo sembra essere anche l’orientamento del Governo per le prossime ore. Se passasse questa linea, anche alle elementari la classe andrebbe in didattica a distanza a partire da tre contagi, mentre con due positivi rimarrebbe a casa solo chi non è vaccinato o è vaccinato da più di 120 giorni o è guarito da più di 120 giorni.

Altrettanto necessaria secondo il Pd, sarebbe «l’equiparazione della quarantena della popolazione scolastica al resto della popolazione, individuando e condividendo delle modalità operative sostenibili tra il mondo della scuola e quello sanitario. Non si capisce infatti perché un adulto se viene a contatto con un positivo ed è asintomatico possa non fare la quarantena mentre i ragazzi sono obbligati a farla».

Chiedono di intensificare la campagna di sensibilizzazione alla vaccinazione di bambini e adolescenti e di fare «maggiore chiarezza», sui congedi parentali, «riconoscendo cioè i provvedimenti inviati dalla scuola validi per i datori di lavoro ai fini di ottenere i permessi per stare con i propri figli».

Infine rivolgono un appello in vista dell’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale per over 50. «L’introduzione dell’obbligo ha registrato un aumento del 28% della prima dose ma, purtroppo, in tanti stanno scegliendo strade alternative come le truffe dei tamponi o l’opzione di contagiarsi andando a caccia di positivi. È inaccettabile. Su questo serve maggiore rigidità dal Governo».

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