Cesena, chiede aiuto al Comune su Instagram: un altro codice rosso per violenza

Risale allo scorso fine settimana l’ennesimo caso di maltrattamenti ai danni di una donna. Nel cesenate, in pochi giorni, è il terzo “codice rosso”, la legge che tutela vittime di violenza domestica e di genere. Questa volta la richiesta d’aiuto è arrivata da una donna straniera da poco tempo in Italia e a Cesena, ed è arrivata sotto forma di messaggio privato al profilo Instagram del Comune di Cesena. La donna aveva scritto raccontando la situazione di difficoltà in cui si trovava e chiedendo dove avrebbe potuto trovare un rifugio sicuro.

Letta la richiesta di aiuto l’ufficio stampa ha allertato subito gli assessorati competenti (quello di Carlo Verona a cui fa riferimento il Centro Donna, e quello di Carmelina Labruzzo a cui invece fanno riferimento i Servizi sociali), che a loro volta hanno attivato i servizi dedicati a questo tipo di intervento. Tempo qualche ora dal primo messaggio Instagram e la donna era già al sicuro in una comunità protetta. Al primo messaggio le è stato risposto dandole il contatto di un operatrice del Centro donna e non appena lei l’ha chiamata si sono accordate per il primo colloquio al centro nel quale è emerso il contesto di maltrattamenti che ha poi portato alla scelta di trasferirla subito in una struttura protetta.

Il colloquio è un momento fondamentale e particolarmente delicato. Per aiutarsi nella valutazione del rischio le operatrici del Centro donna, che offre anche assistenza giuridica e supporto psicologico alle donne, usano il metodo “Sara”, lo stesso usato anche dalle forze dell’ordine, con domande mirate per capire da quanto dura la violenza, se è in corso un aggravamento della situazione e in quale direzione lavorare. In questo caso la paura della donna a rientrare nell’abitazione da cui stava scappando, e il suo timore di finire per strada, il fatto che non potesse contare su una rete amicale o parentale in grado di supportarla, il fatto che non avesse l’autonomia economica per trovare una soluzione alternativa, sono gli elementi che hanno fatto propendere per un allontanamento immediato. Era determinata a denunciare e per questo è stata presa in carico dai Carabinieri che oltre a raccoglierne la denuncia le hanno trovato una sistemazione protetta.

È la prima volta che attraverso i profili social del Comune arriva una richiesta di aiuto di questa natura, ma non è raro che le persone, soprattutto quelle straniere, trovino in questo canale informale, un primo punto di contatto con il Comune e i servizi che offre. «È stato un lavoro di squadra efficace e tempestivo quello che si è attivato di fronte a quella richiesta d’aiuto – commenta l’assessore Carlo Verona – gli operatori hanno dimostrato grande capacità».

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