Gazebo: mentre da un lato si lavora sul fronte amministrativo per concretizzare possibilità attraverso i regolamenti, dall’altro ci sono i titolari delle attività del centro storico che non intendono farsi trovare impreparati dall’inverno.
La capacità di fare squadra tra attività, ma anche quella di fare da pungolo nei confronti dell’amministrazione avanzando proposte, sono elementi che già avevano fatto da premessa al buon esito della stagione estiva e che è possibile ritrovare anche nei primi “movimenti” in vista dei mesi più freddi, quando si riproporrà con forza il tema delle capienze dei locali drasticamente ridotte dai protocolli anti-Covid.
Quella dei dehors è un’opportunità che intendono sfruttare le attività di piazza del Popolo che puntano però a giocare una partita più di lungo termine. Non avere spazio esterno per locali come Roovido, Chalet e Muccigna, «significherebbe fare l’inverno in perdita», spiega Federico Bertani di Roovido che come aveva già fatto prima dell’estate è stato tra i primi a muoversi cercando da un lato l’intesa con i suoi “vicini”, dall’altra sollecitando l’assessore Luca Ferrini nella ricerca di soluzioni condivise. «Questa estate noi abbiamo assunto 14 persone, ed è anche per mantenere quei posti di lavoro che ci siamo mossi per fare la nostra proposta al Comune».
Il progetto è ancora nella fase preliminare e venerdì è previsto un incontro in Comune che sarà importante per cominciare a entrare nei dettagli del progetto, ma l’idea di base è chiara. «Abbiamo chiesto di poter realizzare una pedana davanti ai nostri locali su cui attrezzare uno spazio da poter sfruttare tutto l’inverno». L’ingombro coinciderebbe più o meno con quello della veranda concessa negli anni ’80 al Piccolo bar e con lo spazio fisso che questa estate hanno potuto occupare con i tavolini. Anche nelle mattine di mercato infatti lo spazio più vicino al portico rimaneva a disposizione delle attività. Perché questo possa continuare ad accadere occorre trovare l’accordo con gli ambulanti, la convivenza con il mercato è infatti uno dei nodi più delicati da sciogliere.
«Noi siamo pronti ad investire e a farlo con un progetto unico che crediamo possa aggiungere valore alla città oltre che darci la possibilità di continuare a lavorare. Questa estate credo abbiamo dimostrato che una piazza viva è bella per tutti, abbiamo avuto clienti da Ravenna, da Bologna, da fuori regione», racconta Bertani. Elemento importante è la collaborazione tra attività: «Ci siamo sempre trovati in grande sintonia, sappiamo che gente porta gente e tutti ci diamo da fare, le idee si discutono insieme e quando c’è da investire per organizzare eventi o fare progetti abbiamo sempre trovato tutti pronti a dare il loro contributo. Questo tipo di sinergia porta benefici a tutti non solo a noi. Ci piacerebbe che questo ci venisse riconosciuto anche dall’amministrazione in questa nuova fase».

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