Cesena, Cavallo e Ferraro la coppia candidata dal Partito Comunista

Tra i cesenati in corsa per un posto in Parlamento ci sono anche Emanuele Ferraro e Genny Cavallo. Sono marito e moglie, hanno rispettivamente 35 e 34 anni e sono espressione del Partito Comunista nella coalizione Italia Sovrana e Popolare di cui fanno parte Ancora Italia, Partito Comunista, Riconquistare l’Italia, Comitati No Draghi, Azione Civile, Rinascita Repubblicana e Italia Uniti. Entrambi sono candidati alla Camera, Ferraro è quarto nel listino del plurinominale (capolista è il segretario nazionale del Pc Marco Rizzo), e Cavallo è la candidata dell’uninominale. «Il nostro programma è sintetico ma chiaro nelle proposte: uscire dall’Unione Europea e dalla Nato, un reddito minimo di 1200 euro per tutti, la riassunzione di tutte le persone che sono state licenziate perché prive del green pass a cui siamo sempre stati contrari, perché noi siamo per la libertà».

Per Ferraro in particolare l’impegno politico è di lunga data. «Sono sempre stato comunista ed è da quando ho 19 anni che sono politicamente attivo, per me la tessera al partito ha sempre avuto senso solo se corrispondeva a un impegno diretto». Lui e Cavallo sono sposati dal 2013 e se anche per lei la passione politica c’era già, è dopo aver conosciuto Ferraro che è diventata più attiva. Oggi Ferraro è segretario della federazione di Forlì-Cesena e regionale, mentre Cavallo è tesoriera di federazione e regionale del Partito Comunista».

L’ufficializzazione della loro candidatura segna un primo risultato in una campagna elettorale che nel caso di Italia Sovrana e Popolare si è aperta con il tour de force, faticoso ma entusiasmante, della raccolta delle firme: «Dovevamo raccoglierne 750 in due settimane, sembrava impossibile, invece siamo arrivati a più di 1800. È stato incredibile: le persone ci chiamavano a casa per sapere dove e in che modo avrebbero potuto firmare, a volte si formavano code di una trentina di persone. Credo che sia perché abbiamo il programma più bello di tutti», aggiunge ridendo e rivendicando il suo essere di parte.

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