Cesena: Carisport pieno per “All in game”, tra sport e inclusione

Quando la docente Alessia Baglivo racconta come è andata la prima edizione “All in game”, traspaiono chiari due elementi: è orgogliosa del lavoro fatto da studenti e insegnanti, e la mattinata di ieri oltre che «bella» è stata divertente.

Sport e inclusione

“All in game” è l’evento che ieri mattina al Carisport ha concluso il percorso durato un anno scolastico dedicato a sport e inclusione realizzato dall’istituto Versari-Macrelli. Ad inaugurare la mattinata ieri c’era anche l’assessore allo sport Christian Castorri.

Un lavoro di squadra

«A presentare il progetto è stato il prof Alan Sartini, è stato lui a presentare l’idea a scuola», racconta Baglivo. L’idea è piaciuta e ha attivato un lavoro di equipe che ha coinvolto più docenti. Il progetto ha coinvolto tutti gli indirizzi dell’istituto ed entrambe le sedi: nelle ore di educazione fisica gli studenti hanno imparato tre discipline sportive adattate perché potessero giocare insieme persone persone con disabilità e persone normodotate. Ragazzi e ragazze si sono cimentati nel torball, una sorta di pallamano in cui si gioca bendati e con una palla sonora, il baskin, una versione inclusiva del basket, e sitting volley. I ragazzi durante le ore di lezione hanno curato anche la realizzazione dell’evento conclusivo: «Gli studenti di grafica ad esempio si sono occupati del loro, quelli di marketing hanno seguito la comunicazione».

La sfida tra sedi

Ieri mattina al Carisport, in ciascuna delle tre discipline si sfidavano ragazzi e ragazze delle della sede centrale, quella vicina allo stadio, contro quelli della sede coordinata, quella tra il “Serra” e il “Pascal”. Per ogni disciplina le due sedi hanno presentato una squadra da tre giocatori mista (sia dal punto di vista del genere che delle disabilità). In tutte e tre le sfide della mattinata è stata la squadra della sede coordinata ad avere la meglio sulla sede centrale. La sede centrale si è invece aggiudicata il premio per il miglior tifo. Ad animare la mattinata c’erano infatti un dj e un vocalist, entrambi studenti: «presentavano le squadre, stimolavano il tifo». Come nei grandi eventi sportivi tra una sfida e l’altra ci sono state le esibizioni: la coreografia preparata da un gruppo di studentesse, e l’esibizione di uno studente che ha presentato una sua canzone.

La sfida studenti vs. docenti

In un Carisport strapieno di studenti e insegnanti la squadra della sede centrale, in quanto vincitrice, ha poi sfidato la squadra formata dai docenti. Il risultato? «Abbiamo vinto noi, ma è stata una gara sofferta», ride Baglivo.

Un percorso di reale inclusione

«È stata davvero una bella mattinata – racconta ancora Baglivo -, ottima conclusione di un bel progetto di inclusione in cui i ragazzi e le ragazze con disabilità si sono potuti mettere in gioco da veri protagonisti». Il progetto ha reso infatti possibile in un contesto che ha consentito a tutti di portare il proprio contributo sia prima che durante l’evento.

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