Cesena: carburanti sopra i 2 euro a litro

Con il prezzo dei carburanti, che ieri avevano spesso superato i 2 euro al litro, cresce anche la preoccupazione dei titolari delle stazioni di rifornimento che invece nei loro clienti vedono maturare una sorta di rassegnazione, accompagnata alla tendenza a cambiare le proprie abitudini rinunciando più spesso alla macchina.

«I clienti ormai si sono resi conto che sul costo del carburante influiscono i problemi politici, internazionali e non solo – spiega Fiorenzo del distributore Eni di via Romea – Non protestano con noi, ma hanno rallentato il consumo: chi può va al lavoro in bicicletta e rinuncia alla macchina quando è possibile. Diverso è per chi non può rinunciare agli spostamenti, come i camionisti. Per fare un pieno oggi spendono 2.000 euro, e non è una cifra tanto per dire», dice mentre mostra una ricevuta fatta poco prima da 1.994 euro.

«I clienti sono informati – conferma Alberto del distributore Tamoil di San Mauro – adesso molti danno colpa alla guerra, anche se in realtà non è quella l’unica causa di questi aumenti continui. Il problema è che una volta erano aumenti graduali, adesso invece ci sono balzi da 3-4 centesimi alla volta. Quello che ho notato nei clienti è che ora sono tutti più attenti: cercano il prezzo più basso, scelgono più spesso il self perché risparmiano qualcosa».

Ieri l’Oilone di via Romea aveva ancora la benzina sotto la soglia psicologica dei 2 euro, anche se solo al self e comunque a 1,997 euro. «I clienti sono preoccupati – conferma Egle – lo sono in generale per come sta aumentando il costo della vita». Lei ha notato anche che la cassa self di notte lavora molto meno che in passato, «Sembra che la sera, quando la macchina si usa magari per spostamenti meno indispensabili, le persone abbiano cominciato a muoversi di meno».

A tutti preme chiarire un aspetto non sempre chiaro al consumatore: «Noi prendiamo un importo fisso per litro venduto – spiega Fiorenzo dell’Eni di via Romea – Questi aumenti non si traducono in un aumento di guadagno per noi, anzi, se le persone usano meno la macchina noi vendiamo meno. Per questo questa situazione è preoccupante anche per noi. Chi poi come noi è titolare di distributori a marchio è inserito in un sistema in cui non si ha la possibilità di incidere sulle decisioni di prezzo. Io ad esempio ho anche il distributore a Verghereto. Lì la benzina costa 2,064 euro al self e 2,274 al servito, non sono prezzi che decidiamo, ma che ci vengono imposti e su cui non possiamo sgarrare di un centesimo. Invece ancora c’è qualcuno che quando nota queste differenze pensa che dietro ci sia una speculazione da parte dei distributori».

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