Cesena si candida a Capitale italiana del libro per il 2021. Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi questa mattina in Malatestiana c’è stata la presentazione ufficiale del logo, realizzato da Matilde Studio, alla presenza del presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e dell’assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori. «Domani invieremo la pec al ministero con il dossier della nostra candidatura», ha detto il sindaco Enzo Lattuca anticipando che il contenuto della proposta sarà presentato alla città la prossima settimana. La scelta del luogo della conferenza stampa non è stato casuale: Siamo in Malatestiana perché è da qui, dall’eredità che Novello Malatesta ha voluto lasciare alla città, che vogliamo partire, ma il senso della candidatura non deve essere quello di promuovere questa basilica laica del libro, ma promuovere la lettura». Tre gli assi portanti del progetto che Cesena presenterà: promozione della lettura, innovazione e inclusione. «Fanno parte del dossier non solo eventi, ma anche progetti che ambiscono a radicarsi nella città».
Cesena è l’unica città emiliano romagnola a candidarsi e la presenza di presidente e assessore regionale erano anche per ribadire il forte sostegno da parte della Regione a questa candidatura, che ha sottolineato Bonaccini: «Si inserisce in un contesto segnato dal forte protagonismo culturale di questa regione che nel 2020 aveva in cantiere le celebrazioni per il centenario di Federico Fellini, il bicentenario di Pellegrino Artusi, la candidatura di Parma, giustamente slittata al 2021 a Capitale della Cultura, e che per il 2021 celebrerà i 700 anni di Dante Alighieri. La candidatura di Cesena rappresenta anche l’occasione di rilanciare l’impegno di questa regione a sostegno della Cultura come elemento su cui scommettere per competere con le più avanzate regioni di Europa».
Il 2021 per Cesena sarà anche l’anno in cui, con la conclusione del terzo lotto, «si completerà il lungo percorso di riqualificazione e restauro della Biblioteca Malatestiana, l’auspicio è quello di poter far coincidere questo traguardo con l’aggiudicazione del titolo di Capitale del Libro». 

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