Martedì 6 ottobre si è svolto presso la fiera di Cesena il Consiglio generale della CISL Romagna, il primo incontro in presenza dopo tanti mesi. È stato il momento per fare il punto sul periodo del lock-down e sulle tante sfide da affrontare nei prossimi mesi, ma è stato anche è stata l’occasione per eleggere il nuovo componente di segreteria in seguito al pensionamento di Paola Taddei.
Alla presenza di Luigi Sbarra, segretario nazionale Cisl e di Filippo Pieri Segretario generale della Cisl regionale, si è svolto martedì il Consiglio generale della Cisl Romagna. Francesco Marinelli, Segretario generale della CISL Romagna durante la sua relazione introduttiva, ha espresso a nome di tutta la Cisl romagnola sentimento di vera gratitudine a Paola Taddei poiché «Ha rappresentato per la Cisl Romagna un punto di riferimento importante, una dirigente capace, oltre che una persona leale e disponibile”»
A prendere il testimone di Paola Taddei nella Segreteria della Cisl Romagna insieme al Segretario generale Francesco Marinelli e al Segretario Roberto Baroncelli, è stata eletta Linda Braschi, già nella Segreteria della First Cisl Romagna, categoria dei bancari della Cisl. «Abbiamo davanti un periodo complesso – sottolinea Marinelli – ma a Linda dico che continueremo a fare ciò che abbiamo fatto in questi mesi ovvero a lavorare in squadra con la segreteria, lo staff e l’intera organizzazione, mettendo in campo il massimo della sinergia con la consapevolezza che questo ci permetterà di affrontare con determinazione e risultati le sfide che ci aspettano”.
Paola Taddei, iscritta alla Cisl dal 1984, è stata Segretaria generale della Fisascat riminese, la categoria dei lavoratori del turismo e del commercio, poi eletta Segretaria generale della Cisl di Rimini. Ha avuto l’incarico di coordinamento delle politiche sociali nella CISL regionale e nel 2004 è stata nominata vice coordinatrice del Csi, Consigli sindacali Interregionali di rappresentanza dei lavoratori frontalieri e consigliera supplente del Cese,  comitato economico sociale europeo. Nel 2005 nominata responsabile del Coordinamento  femminile regionale Cisl e dal 2016 è componente della Segreteria della neonata Cisl Romagna, che unisce tutte le strutture Cisl da Cattolica a Casalborsetti.
Linda Braschi, anch’essa riminese, è stata a partire dal 2010 Rappresentante Aziendale Sindacale nella Banca di Rimini, dal 2016 Rsa di Rimini Banca, mentre dal 2019 Rsa di Riviera Banca. Dal 2013 fino al 2017 Coordinatrice delle Bcc della Romagna ed in seguito componente di Segreteria della First Cisl Romagna.


«Abbiamo attraversato mesi complicatissimi, drammatici – ricorda il Segretario Marinelli – che hanno messo in discussione poco alla volta tutte le nostre certezze, tutti i nostri punti fermi.  In questi mesi di emergenza sanitaria la nostra organizzazione ha svolto un lavoro straordinario sul territorio. Siamo stati sempre in campo gestendo nell’emergenza migliaia di accordi sugli ammortizzatori sociali, protocolli di sicurezza nelle aziende, dando supporto e assistenza con i servizi nelle sedi sindacali, che non hanno mai cessato la loro attività nemmeno nei momenti più complicati, come la chiusura del territorio riminese identificata come zona rossa.  Mentre altri uffici pubblici decidevano di chiudere le nostre categorie, i servizi e il patronato hanno svolto in modo encomiabile il loro lavoro, per stare vicino ai lavoratori, ai pensionati, ai più deboli che chiedevano assistenza e chiarimenti tra i tanti Dpcm, bonus e provvedimenti varati dal Governo.Tante sono state le criticità – sottolinea Marinelli – anche nel nostro territorio romagnolo. Inaccettabili i ritardi, in molti casi sui tempi di liquidazione delle casse integrazioni che hanno messo fortemente in difficoltà persone e famiglie già duramente provate dall’emergenza sanitaria».

La crisi ha evidenziato la necessità anche nel nostro territorio di migliorarsi per sviluppare territorio ed imprese: digitalizzazione, collegamento tra aziende e università ed infrastrutture sono temi decisivi da affrontare nell’immediato futuro. Da anni aspettiamo il decollo di infrastrutture efficienti, come la E45, un collegamento rapido della costa romagnola ed un sistema aeroportuale efficiente ed efficace. «In questi anni – avverte Marinelli – si sono perse troppe occasioni per fare sistema e dare alla Romagna quegli interventi necessari a garantire uno sviluppo. Una politica troppo impegnata a guardare il breve periodo e incapace di fare sistema per pure logiche di campanile che hanno fatto perdere al nostro territorio opportunità di sviluppo e di crescita. La Cisl Romagna continuerà a spronare la politica e le istituzioni in tutti i contesti per costruire una visione di sistema Romagna aderente ai bisogni del nostro territorio.

Luigi Sbarra, Segretario della CISL nazionale, augurando buon lavoro a tutta la Segreteria Cisl Romagna, ha ricordato i prossimi impegni che vedono il Sindacato in prima linea nel dibattito politico nazionale.
Ieri- ricorda Sbarra- è stato sottoscritto con i dicasteri Lavoro ed Economia il Decreto interministeriale sul Fondo nuove competenze pari a 730 milioni di euro implementabili con altre risorse europee. E’ un passo molto importante per far crescere la professionalità dei lavoratori e affermare, anche in un momento come questo di crisi economica, un nuovo diritto fondamentale alla formazione. Ora sarà lasciato alla contrattazione e alla bilateralità dei Fondi Interprofessionali il compito di sviluppare e promuovere nuovi progetti formativi.
Sul Mes quindi «la posizione della Cisl – sottolinea Sbarra – è chiara: il Mes è uno strumento fondamentale che non va sprecato. Sono 37 milioni di euro che possono essere utilizzati anche per lo sviluppo della medicina del territorio”.
«Con l’emergenza covid – ha aggiunto Sbarra – abbiamo perso 425 mila posti di lavoro. Ma la pandemia ha accentuato effetti recessivi già presenti nel sistema economico del nostro Paese, caratterizzato da scarsa produttività, crescita insufficiente, bassa occupazione. Serve una mobilitazione straordinaria che metta a frutto tutte le risorse europee disponibili, non solo misure spot o bonus assistenziali, ma investimenti produttivi veri, che diano un ritorno concreto in termini di sviluppo, occupazione, coesione sociale e territoriale. Per queste ragioni oggi è più che mai necessario riprendere un confronto tra Governo e parti sociali per finalizzare quello che la CISL chiede da tempo, un grande Patto sociale che aumenti la produttività e competitività senza lasciare indietro nessuno».

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