Cesena, cadono le accuse di Ugl al sindaco: nessun reato

Si è rivelata una bolla di sapone la denuncia fatta dall’Ugl contro il sindaco Enzo Lattuca per non avere coinvolto questo sindacato nella sottoscrizione del Patto del lavoro siglato il 29 luglio 2020. Dopo l’udienza tenutasi il 14 dicembre, l’accusa di essersi macchiato del reato di abuso d’ufficio per la mancata convocazione è stata ritenuta campata per aria anche dal gip Giorgio Di Giorgio. La sua valutazione ha confermato quella già fatta alla fine dello scorso settembre dal pubblico ministero, che aveva proposto l’archiviazione. A quella richiesta si era però opposta la persona che nella denuncia presentata a suo tempo da Filippo Lo Giudice, segretario territoriale dell’Ugl, era stata indicata come presunta parte offesa: Andrea Fabbri. Il magistrato, chiamato a pronunciarsi su questa contestazione del sindacalista alla linea della pubblica accusa, ha disposto l’archiviazione.

Il giudice Di Giorgio ha osservato che le linee programmatiche contenute nel Patto del lavoro avevano una natura squisitamente politica e discrezionale. Quindi l’organizzazione sindacale esclusa dalla firma finale, che peraltro in precedenza aveva preso parte a due riunioni preparatorie, non ha in mano alcuna carta giuridica per sostenere che l’impossibilità di partecipare alla riunione in cui gli altri rappresentanti firmarono il documento costituisca reato, sulla base dell’articolo 323 del Codice Penale, che era stato invocato per questa vicenda. E la pretesa appare ancor più infondata – è stato fatto notare nel provvedimento di archiviazione – alla luce delle modifiche introdotte da una legge del settembre 2020 alla fattispecie dell’abuso d’ufficio. Ora è infatti previsto che un pubblico ufficiale o un incarico d pubblico servizio sia punibile quando “intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto”, nello svolgimento delle sue funzioni o del servizio, “in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità”. La decisione di stipulare un Patto del lavoro è stata una libera azione politica, che non comporta l’osservanza di alcun obbligo previsto dalle normative. Perciò – è stato sancito in tribunale a Forlì – l’Ugl non ha appigli per chiedere che il mancato invito finale a quel tavolo di confronto tra Lattuca e gli interlocutori scelti venga punito come reato. Al limite, può criticare la decisione di tagliarla fuori sul piano dell’opportunità, ma il sindaco non ha violato alcuna legge.

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