Cesena, Bonci: il direttore si congeda con un’antica chiave

Franco Pollini ha salutato ieri colleghi e collaboratori, nel suo ultimo giorno da direttore del Bonci. Lo ha fatto nella sala Morellini, intitolata a quel Gilberto che fu custode del teatro fino agli anni del restauro (1993-1996), ma non fece in tempo a vederlo rinnovato. Pollini ha ricordato anche la targa esterna al Bonci, datata 1946. «Targa fondamentale – ha detto – perché ricorda i lavori dopo i danneggiamenti della guerra. Preservare, curare, sostenere il Bonci deve continuare a essere una priorità». Il direttore ha ripercorso brevemente i suoi 42 anni di direzione teatrale, soffermandosi sull’idea di teatro della Romagna e sul cambio di gestione, da diretta a esterna, quando subentrò Ert. «Allora si guardò in alto, pensando a un gestore produttivo, mirando a produzioni nazionali e internazionali. Noi, come soci Ert, ne siamo parte, per continuare nell’ottica di una tradizione da rinnovare». È quindi arrivato il momento del passaggio di consegne: nessuna campanella, ma il direttore ha consegnato una pesante chiave antica a Cosetta Nicolini, la coordinatrice che continuerà a rappresentare il collegamento fra la direzione artistica Ert e il teatro cesenate. Una chiave che porta la firma del gonfaloniere Saladino Saladini dei conti Pilastri (nel centro storico la famiglia di origine marchigiana aveva un proprio palazzo). La costruzione del Bonci si deve molto a questo personaggio illuminato, che sostenne fortemente il progetto anticipando i fondi necessari. Da gonfalone partecipò alla posa del primo mattone, il 15 agosto 1843. «Questa chiave – ha detto Pollini – mi era stata consegnata da Danilo Settefonti», lo storico custode del Bonci amato e ricordato da tanti attori. L’assessore Carlo Verona ha evidenziato «le potenzialità del nostro Bonci, che è pure museo e spazio per poliedriche attività culturali e innovativi progetti». Per finire, applausi, foto di rito, e festoso brindisi con vino della tenuta dei conti Saladini Pilastri.

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