Cesena, bilancio frenato per la Cils, Galassi ancora presidente

Il valore della produzione è inevitabilmente diminuito, un po’ per l’impatto dell’emergenza Covid ma soprattutto per il venir meno dell’appalto delle pulizie e sorveglianza nelle scuole, perché il governo ha deciso di rinternalizzare questi servizi. Però per la Cils il 2020 è stato un anno di tenuta dei livelli occupazionali e questo è il dato più importante per una cooperativa sociale che svolge una preziosissima opera di inserimento lavorativo di disabili e altre persone svantaggiate. Alla fine dell’anno passato, il numero degli assunti era di 444 unità, solo 19 in meno rispetto all’anno precedente. Tra questi ci sono 70 disabili, 58 invalidi civili e 3 lavoratori svantaggiati. Significativa la presenza di stranieri: 68, provenienti da 17 nazioni diverse. Ieri, nel parco in via Boscone, si è svolta l’assemblea dei soci, chiamata a esaminare il bilancio 2020 d eleggere il nuovo consiglio d’amministrazione. Il valore della produzione totalizzato l’anno scorso è stato di 12 milioni e 144.622 euro, circa 691.900 euro in meno rispetto al 2019. Il calo è stato dovuto soprattutto alla scelta fatta a Roma di ripristinare la gestione diretta delle attività di pulizia e sorveglianza, che per la Cils valevano circa 570.000 euro. Il risultato è stato l’azzeramento del relativo utile operativo. Il patrimonio netto ammonta a 6 milioni e 769.405 euro: in questo caso è in aumento di 1 milione e 516.199 euro rispetto al 2019. La crisi pandemica ha determinato una riduzione dei ricavi pari a circa 488.000 euro in diversi servizi, solo in parte compensata dagli accresciuti ricavi per il nuovo servizio di sanificazione prontamente attivato. Inoltre, per tutelare la salute dei lavoratori sono stati immediatamente messi a disposizione adeguati dispositivi di protezione individuale e intensificate sanificazioni e pulizie, che hanno comportato maggiori costi: ben 75.000 euro in più rispetto al 2019. Infine, per far fronte ai ritardi della loro liquidazione degli ammortizzatori sociali da parte dall’Inps, la Cils ha fatto un’operazione di anticipazione per un importo di 120.000 euro e ha anche stipulato un’assicurazione per un sostegno economico dei lavoratori in caso di contagio. Tra le note positive, il rafforzamento dei rapporti commerciali già in essere con aziende importanti, come Mareco Luce, Gollinucci Srl, Trevi, Orogel, Netpack e Technogym, e l’attivazione di nuove collaborazioni con realtà di primo piano come Mutti. A rovinare tutto sono però arrivare brutte notizie per una serie di servizi che la Cils svolge da molti anni, che portano 795.000 euro e coinvolgono 50 addetti, tra cui 26 svantaggiati: alla scadenza, non saranno più affidati alla cooperativa cesenate, perché sono stati aggiudicati per i prossimi tre anni a una cooperativa di Reggio Emilia, che ha proposto un ribasso d’asta pari al 38%.

Al termine delll’assemblea, Giuliano Galassi è stato confermato presidente della Cils, ma haprecisato che, dopo due precedenti mandati consecutivi, intende lasciare l’incarico prima della scadenza del triennio. Assieme a lui, è stato scelto il nuovo consiglio di amministrazione: ne fanno parte Cesare Trevisani (vice presidente gruppo holding Trevi Finanziaria), Aldo Ferretti (socio fondatore Ferretti Consulting), Angela Giunchi (consigliera comunale di Cesena) e, in rappresentanza dei lavoratori Cils, Luca Santi, Simone Caldano e Marco Bardho.

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