Cesena, bilancio 2020 coi fiocchi per Cac: utile cresciuto del 25%

Quaranta milioni di euro di fatturato, 1,5 milioni di euro di utile, 23 milioni di euro di liquidazione agli agricoltori soci. Sono i numeri sorprendenti che fotografano il 2020 di Cac, la cooperativa cesenate leader nella moltiplicazione sementiera. È una delle rarissime realtà del mondo economico che non sembra avere sofferto il disastro Covid. Domenica scorsa i soci si sono riuniti in assemblea, per il secondo anno in modalità online, per approvare il bilancio in diretta streaming, suddivisi su più sedi distribuite in sei province: Forlì-Cesena, Ravenna, Perugia, Ancona, Fermo e Campobasso. Costituita nel 1948, la Cooperativa Agricola Cesenate associa oggi circa 2.100 imprenditori agricoli, distribuiti su otto regioni ed è riconosciuta come prima Organizzazione di produttori interregionale. Punta molto sull’export in Europa ed Estremo Oriente, dove realizza l’80% del fatturato. Il valore della produzione, nel corso del 2020, è cresciuto del 2% rispetto all’anno precedente, sfiorando i 40 milioni di euro. Questo ha consentito di liquidare ai soci circa 23 milioni di euro, a cui si aggiungono 850.000 euro di materiale vivaistico utilizzato per la produzione. Il premio di qualità riconosciuto agli agricoltori ha visto un aumento dei parametri del 10% e l’importo totale liquidato è stato pari a circa 2,5 milioni di euro. Aumentato di ben il 25% l’utile, che ha raggiunto 1,5 milioni. In un momento difficile anche per l’occupazione, va inoltre evidenziato che la società impiega oltre 200 addetti, per la maggior parte nel territorio cesenate, per un monte salariale vicino a 7,5 milioni. Ottima la produzione di bunching onion, cucurbitacee e cicorie, discreta la resa di cavoli e brassiche, pur con rese molto negative per alcune varietà, mentre la carota ha registrato una scarsa produzione. Questo, insieme alle basse performance di alcune colture specializzate come il cavolo, che ha risentito di un microclima territoriale, sono gli elementi maggiormente negativi. L’annata 2020 è stata caratterizzata da un andamento stagionale siccitoso in primavera, che non ha penalizzato le principali colture specializzate. Inoltre l’assenza di eventi climatici avversi durante la fase di raccolta del seme non ha ostacolato le operazioni e non ha pregiudicato la qualità. Il direttore finanziario e amministrativo Andrea Maltoni, collegato da Conselice di Ravenna, ha sottolineato durante l’assemblea che il 2020 è stato un anno dedicato alla prudenza. Gli investimenti si sono concentrati sull’adeguamento dei luoghi di lavoro alle normative anti-Covid, comprensivi di interventi consistenti su bagni e spogliatoi, mentre gli investimenti previsti più impegnativi sono stati posticipati. Il direttore commerciale e di produzione Stefano Balestri ha poi presentato un bilancio previsionale per il 2021 molto cauto. Pur nel complessivo aumento di ettari coltivati dai soci agricoltori, si prevede un calo delle colture specializzate, maggiormente remunerative, con un conseguente leggero calo del valore della produzione.

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