Oggi alle 11 in piazza della Libertà torna la seconda puntata del “No Paura Day”, dopo quella di sabato scorso con conseguenti multe per il mancato uso delle mascherine e per l’uscita dal Comune di residenza senza un valido motivo.Il Bar Amor in segno di protesta chiude il locale per tutto il perdurare della manifestazione.

Già la scorsa settimana i titolari del Bar Amor, insieme al titolare di WellDone, avevano manifestato la loro totale contrarietà alla manifestazione dai toni negazionisti, con una mail al sindaco Enzo Lattuca e all’assessore Luca Ferrini, a cui esprimevano il loro rammarico per aver autorizzato la manifestazione in piazza della Libertà. Pur condividendo il dissenso verso i contenuti della manifestazione, Ferrini non ha potuto però che far notare che, trattandosi di un diritto costituzionale, le manifestazioni vanno comunicate con preavviso, ma non necessitano autorizzazioni e che la scelta della piazza era stata fatta dall’organizzazione in raccordo con la Questura.

Se sabato scorso il Bar Amor ha deciso di ricorrere alla sicurezza privata temendo l’evolversi della manifestazione, questa volta la scelta è quella di chiudere. «Come abbiamo precedentemente dichiarato – spiegano – siamo completamente contrari all’organizzazione dell’evento. Inoltre, visti i comportamenti dei partecipanti durante la precedente manifestazione ci rifiutiamo categoricamente di dare un servizio a chi ci insulta e, si permette di rivolgersi a noi con, parole testuali, “vi auguro di fallire”».

In occasione della prima manifestazione No Paura Day, raccontano, «più di una volta persone senza mascherina e con atteggiamenti violenti si sono avvicinati al nostro locale e al nostro staff senza che nessun provvedimento sia stato preso nei loro confronti. Per tutelare la nostra salute, quella della nostra famiglia, dei nostri collaboratori e dei nostri clienti abbiamo deciso di chiudere il locale durante la manifestazione, che viola la nostra incolumità e che inneggia a comportamenti al momento rischiosi».

«Ribadiamo – aggiungono – che favorire assembramenti come testimoniano video e foto di sabato scorso in un momento in cui a noi a malapena è concesso servire un caffè sia molto più anticostituzionale che l’obbligo di indossare una mascherina. Questa scelta è per noi un obbligo per rispetto verso chi ha perso la vita, per chi quotidianamente combatte in prima linea per guarire i malati e anche per chi ogni giorno “apre” la propria attività (per quanto concesso) e si impegna a seguire tutte le disposizioni emanate con l’obiettivo di uscire quanto prima da una pandemia mondiale».

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