Cesena, autista di bus picchiato e “scaricato” dall’azienda

Il 2 agosto scorso, durante una pausa all’autostazione prima di rimettersi alla guida, era stato aggredito da un passeggero di un bus con cui aveva avuto uno screzio il giorno precedente. Adesso per quell’episodio, per cui l’autista 50enne malmenato si era dovuto dare curare in Pronto soccorso, dove furono riscontrate ferite guaribili in 7 giorni, sta partendo l’azione legale. Ma “Start Romagna”, per cui stava prestando servizio su un mezzo della linea 94, che collega Cesena e Cesenatico, ha fatto sapere che non coprirà le spese necessarie per portarla avanti. E tra i colleghi dell’autista sta dilagando lo sdegno per quella decisione. Dall’azienda di trasporto pubblico locale hanno comunicato, con una lettera firmata dal direttore generale Giampaolo Rossi, che «Start Romagna fornisce assistenza legale al proprio personale solo al seguito del realizzarsi di un fatto da cui derivi o possa derivare l’avvio di un procedimento civile o penale solo ed esclusivamente a carico» dei suoi dipendenti. In pratica – è stato ancora specificato in questa lettera – non può essere fornito alcun sostegno sul piano legale, perché chi l’ha richiesta non è indagato o imputato, ma parte lesa. Insomma, paradossalmente, se l’autista picchiasse un passeggero potrebbe ricevere tutela dal suo datore di lavoro; nel caso inverso no.

Questa linea ha amareggiato non solo il diretto interessato, che aveva formalmente chiesto appoggio economico per fare valere le proprie ragioni tre giorni dopo il fattaccio, ma tanti altri autisti. La motivazione per il no all’istanza addotta da “Start Romagna” è che quella linea deriva da quanto prevede il contratto collettivo vigente. Ma c’è chi ricorda che, per esempio, nel 2014, quando c’era un altro direttore, la società diede invece la propria disponibilità ad appoggiare economicamente l’azione legale di un autista che era stato aggredito. I dipendenti di “Start Romagna” fanno anche notare che «non sono coperti da un’assicurazione» e quindi, se subiscono danni anche materiali, come è avvenuto il 2 agosto, quando il telefonino cellulare della vittima è andato distrutto (ma viene citato anche un altro caso in cui è andato in pezzi un paio di occhiali) gli «tocca anche sborsare soldi per ripagare i beni che vengono rotti o rovinati: oltre al danno, la beffa». Ma quello che fa più indignare gli autisti è l’ipocrisia: «“Start Romagna” ha espresso solidarietà esclusivamente a parole, senza dimostrare poi in concreto questo sostegno – sottolinea uno di loro – Se non ci ripenserà, organizzeremo tra di noi una raccolta fondi tra colleghi, non tanto perché il collega ne abbia strettamente bisogno di aiuto, ma per dimostrare all’azienda qual è il vero significato della parola “solidarietà”».

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