Cesena, assalto a due farmacie. Lo arrestano: «Meglio restare in cella»

Cesena, assalto a due farmacie. Lo arrestano: «Meglio restare in cella»

CESENA. Mercoledì scorso ha cercato di rapinare la farmacia San Francesco in via Quasimodo, nella zona dell’ex zuccherificio, ma le grida di un passante lo hanno fatto desistere. Il giorno seguente ci ha riprovato, questa volta, alla farmacia Cecchini in via Madonna dello Schioppo, a Sant’Egidio, e il colpo è andato a segno. Minacciando con un coltello chi era al bando, ha arraffato circa 700 euro e poi è fuggito.
Con l’ausilio delle immagini degli impianti di videosorveglianza, i carabinieri sono riusciti a identificarlo e sono scattate le manette. Quando è comparso davanti al gip Massimo De Paoli, quella che può sembrare una storia di “ordinaria” criminalità ha assunto però anche contorni sociali inattesi. Almeno sulla base di quanto ha dichiarato l’arrestato, classe 1978, di origine siciliana ma domiciliato a Cesena, che è stato riconosciuto come autore dei due assalti alle farmacie.
«Stipendi non pagati da 4 mesi»
Difeso dall’avvocato Luigi Tampellini di Forlì, di fronte alle accuse formulate dal pm Fabio Magnolo, ha detto che a spingerlo a compiere quel grave reato sono state grosse difficoltà economiche causate da mancati pagamenti del salario da parte del suo datore di lavoro. Ha riferito infatti di avere un’occupazione presso una cooperativa di Bergamo, che però non lo pagherebbe da quattro mesi. Questa inadempienza lo avrebbe messo fortemente in difficoltà, tanto che quasi tutto il bottino, per la precisione 600 euro, li avrebbe spesi per pagare due mensilità del canone dell’alloggio in cui vive in affitto. Ha quindi aggiunto che altri 35 euro li avrebbe usati per fare la spesa.
«Meglio stare in cella»
Il colpo di scena è però arrivato subito dopo quando il giudice, che ha convalidato l’arresto, si è trovato di fronte una persona arrestata che diceva al proprio avvocato di non chiedere gli arresti domiciliari, in attesa della presumibile condanna per la rapina tentata e per quella consumata, perché preferirebbe rimanere in carcere, dove almeno ha la certezza di avere un tetto e il vitto. Ad ogni modo, l’uomo resta in carcere, almeno per il momento.

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