Cesena, asili e scuole con lo sconto per i profughi ucraini

Il Comune di Cesena vuole continuare a fare fino in fondo la sua parte per l’accoglienza dei profughi ucraini in fuga dalla guerra che da circa 200 giorni sta devastando la loro terra, dopo che Putin ha ordinato alle forze russe di invaderla. Fin dalle prime settimane del conflitto c’è stata una grande mobilitazione nella comunità cesenate, con gesti di solidarietà di tanti singoli cittadini. E anche sul fronte istituzionale l’amministrazione si è messa in moto per fornire il massimo supporto a chi ha lasciato quel Paese martoriato per trasferirsi temporaneamente in città. Nelle scorse settimane, in vista della ripartenza delle lezioni, l’attenzione si è spostata sui bambini e i ragazzi ucraini in età scolare. Sotto la regia dell’assessora Carmelina Labruzzo, sono state decise misure per sgravare dai relativi costi, anche per l’inserimento nei servizi educativi per la prima infanzia, le famiglie di profughi ucraini con figli al seguito. Già in occasione dei centri estivi è stato fatto uno sforzo per corrispondere direttamente ai gestori l’importo della retta dovuta per l’inserimento dei minori ucraini.

Ora si sono decisi sconti per la frequentazione delle varie strutture, dai nidi fino alle scuole medie. Per i servizi per la fascia d’età 0-6 anni si applicherà per i piccoli ucraini la retta minima per il nido, che è di 35 euro mensili, mentre per la mensa nelle scuole dell’infanzia si è fissato in 1,50 euro il prezzo da pagare per ciascun pasto. Gli interventi a sostegno degli alunni che frequenteranno le primarie e le medie riguardano invece la refezione e i servizi di post-scuola. Per quel che riguarda il primo punto, si farà pagare la quota minima, che è di 2,25 euro a pasto. Anche il contributo richiesto per chi si ferma a scuola dopo il suono della campanella d’uscita sarà il più basso tra quelli previsti: 3 euro giornalieri per la permanenza fino alle 14.30 e 5 euro per chi avvale della formula fino alle ore 16.30. Si fornirà inoltre un aiuto prezioso nell’acquisto dei libri, favorendo l’accesso alle attività dove si vendono quelli usati a prezzo ridotti o li si concedono gratuitamente e attivando la procedura per la fornitura gratuita libri di testo scuole primarie, con contributo comunale, come altre famiglie tutelate in quanto rifugiati politici.

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