Cesena: ascoltati gli investigatori nel processo vendite piramidali

Sistema di vendite piramidali, tra caffè, materassi e macchinari per igienizzare l’aria. Ieri in Tribunale è stata la volta degli investigatori. A cui gli avvocati difensori hanno, a più riprese, “contestato” l’accusa di associazione a delinquere che vede 19 persone imputate con (indicato come regista del tutto) ai vertici delle accuse Mario Pulcini, 41enne domiciliato a Montiano.

Nella veste di parti offese ci sono 9 persone di Cesenatico, Castrocaro, Longiano, Forlì, Milano e Cattolica.

Una delle quali, nelle tre ore di udienza di ieri, è stata per prima ascoltata da giudici, pm e difensori. Indicando il rapporto avuto con uno dei venditori ed un mutuo acceso, ma anche che lo stesso sarebbe stato fatto (ed evaso solo per una rata) per motivazioni diverse da quelle della vendita di prodotti legati alla “Vitha Group”.

Il cuore dell’udienza è stata l’audizione dell’allora comandante cesenate della Guardia di Finanza (ora in servizio a Varese) tenente colonnello Gabriele Sebaste. Che ha riassunto tutte le indagini e gli approfondimenti investigativi fatti nel tempo delineando quella che ha indicato come la “filiera della vendita” dei prodotti: dal contratto concluso tra acquirente e venditore alle relative pratiche che serviva compilare. Una “adeguata verifica” a cui provvedeva l’intermediario per poi accedere un finanziamento con apposite società ritenute “solo formalmente” esterne a realtà invece affini alla rete di vendita.

In sede di contro esame le difese hanno incalzato il dirigente della Finanza. A fonte di 72 pagine scaricate dal database dell’universo riconducibile a Pulcini, sono infatti emerse una trentina di pratiche (tra le migliaia) non andate a buon fine. E di queste 7/8 persone che hanno sporto denuncia lamentando le irregolarità e le pressioni ora a processo. Normali dinamiche di vita finanziaria in qualsiasi azienda di grandi dimensioni, per le difese, che quindi non vedono in alcuna maniera come questa statistica di “malus” possa essere legata ad una vera e propria associazione a delinquere come quella invece contestata.

A voler rafforzare la linea difensiva su questo punto gli avvocati hanno sottolineato come la società erogatrice del credito (che sarebbe poi la danneggiata finale nelle pratiche non andate a buon fine) non abbia mai sporto querele su questi casi.

Nella prossima udienza, calendarizzata alla fine di novembre, inizierà l’esame di tutti gli imputati che intendono rispondere alle domande che gli verranno poste sulle vicende. Audizioni che, gioco forza, saranno dettagliate e spesso lunghe e che quindi porteranno ad altre date processuali da fissare per il nuovo anno.

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