Cesena, appello del padre per la figlia scomparsa in Polonia

Da mesi non ha più alcuna notizia della figlia di cui da un anno attende il rientro a Cesena, nella casa dove ha vissuto per i suoi primi 7 anni di vita. A raccontare la sua storia è Filippo Zanella, professionista cesenate. La figlia si trova presumibilmente in Polonia con la madre, l’ex moglie di Zanella a cui ieri in un servizio del Tg3 regionale ha rivolto un appello, l’ennesimo, «Non rovinare la vita di nostra figlia, falla tornare dove è sempre vissuta, nella sua rete familiare, dai suoi amichetti». Ma Zanella chiede anche notizie: «Fammi sapere come sta».

Non ne ha più alcuna dal 22 dicembre 2021, quando anche gli sporadici contatti video si sono del tutti azzerati e la ex moglie è diventata irreperibile. Quella che racconta Zanella è una vicenda complicata che comincia il 22 settembre del 2021 quando con una mail la ex moglie gli fa sapere di essere partita per la Polonia in tutta fretta con la figlia per correre al capezzale della bisnonna della bambina. Poco dopo aver aperto quella mail avrebbe scoperto, chiamando la scuola, che in realtà la bambina mancava già dal giorno precedente. È stato in quel momento che quella che fino a quel momento era stata considerata una minaccia senza fondamento, quella di andarsene con la bambina in Polonia, è diventata una paura concreta e il giorno stesso, come ha raccontato anche ai giornalisti di “Chi l’ha visto?” è andato a fare denuncia per sottrazione di minore. A nulla era valso il divieto, imposto dalla Corte di Appello di Bologna di portare la bambina in Polonia per più di tre settimane consecutive. La fine del loro matrimonio era stata conflittuale al punto che in un paio di occasioni, sentendosi minacciata l’ex moglie aveva chiesto anche l’intervento dei Carabinieri, facendo scattare le procedure dal Codice rosso, tra il 2019 e il 2020 l’ex moglie ha vissuto per un periodo anche in una casa rifugio, ma anche in questo caso Zanella ha dalla sua il pronunciamento del tribunale: «Una sentenza ha chiarito che non c’è stata violenza». Oggi dalla sua ha anche il pronunciamento del tribunale polacco che ha a sua volta stabilito che la bambina deve tornare in Italia. Una sentenza sarà difficile applicare fino a quando non sarà rintracciata la donna che nel frattempo ha anche ritirato la bambina da scuola.

Zanella si era rivolto in passato anche al sindaco Enzo Lattuca che prendendo contatti con il ministero degli esteri aveva attivato il dipartimento italiani all’estero che si occupa nello specifico di casi di sottrazione di minore e l’ambasciata italiana in Polonia

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