Cesena, antifurto contro i ladri d’arnie: recuperate il 95%

Per contrastare il fenomeno del furto delle arnie, Roberto Pasi e Gabriele Garavini hanno trovato una risposta nella tecnologia. Faentino il primo, cesenate il secondo, sono entrambi fondatori di “AntifurtoArnia”, start-up innovativa con sede legale a Faenza e sede operativa a Cesena. È nata per fornire agli apicoltori un sistema di monitoraggio degli alveari invisibile dall’esterno, utile a tracciare lo spostamento dell’arnia dal proprio smartphone e, nel caso di furto, a poterla ritrovare, anche a tenere sotto controllo alcuni parametri fondamentali alla salute dell’ape, come la temperatura e l’umidità.

Un problema diffuso

In Italia si stimano circa 22.500 furti di arnie ogni stagione, per un danno totale stimato in 10 milioni di euro, destinati ad aumentare. Secondo la Federazione Apicoltori Italiani, infatti, le ruberie sistematiche lasciano presupporre la nascita di un vero e proprio mercato nero, che porta un danno economico non indifferente alle famiglie di apicoltori .

L’antifurto

«Il furto delle arnie è un triste fenomeno che si conosce ancora poco, ma che arreca danni notevoli. Per cercare di combatterlo – spiega Roberto Pasi – abbiamo implementato una tecnologia che prevede un sistema di duplice connessione con celle dati multi operatore, in modo che l’antifurto sia sempre funzionante. Il gps-app, infatti, comunica con lo smartphone dell’apicoltore, e volendo anche con le forze dell’ordine, che possono così attivarsi per recuperare le arnie rubate e rivendute. Arnie che, secondo la nostra esperienza, non si allontanano più di 20 km dal luogo di origine, circa nell’80% dei casi».

Ancora poche denunce

Tuttavia, nonostante le proposte sempre più innovative messe in atto dalle realtà operanti nel settore, permane la questione delle poche denunce sporte dagli apicoltori rispetto agli effettivi casi di furto. Questo perché, spiega Gabriele Garavini, «gli apicoltori hanno paura a denunciare, perché temono di esporsi e non nutrono grande fiducia nei sistemi di ritrovamento che invece sono molto funzionali e lo dimostrano i numeri: grazie al nostro “AntifurtoArnia”, infatti, circa il 95% delle arnie viene ritrovato».

Il caso di Esamuela

Ma c’è anche chi sceglie di denunciare quello che è a tutti gli effetti un reato punibile con pene fino a 8 anni di carcere: l’abigeato, ovvero il furto di bestiame. È il caso di Esamuela, apicoltrice che qualche giorno fa, proprio grazie a questa tecnologia, è riuscita a ritrovare le sue arnie dopo poche ore: «Siamo felici, finalmente, dopo anni di furti, di aver messo un punto a questa piaga. Oltre che un danno, il furto delle arnie è un’umiliazione per chi ogni giorno mette fatica e impegno nel lavorare onestamente, prendendosi cura di queste api delicate e preziose per tutti, non certo solo per gli apicoltori»,

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