Cesena, alunni a tavola coi poveri alle Cucine popolari

Tre settimane fa erano andati a regalare una coperta cucita con le loro mani alle persone senza fissa dimora che frequentano il centro diurno in via Dandini. In quell’occasione i 23 ragazzi e ragazze della classe 3ª C della scuola media “Anna Frank” erano rimasti colpiti dal racconto che Maria Elena Baredi, presidente di Asp, e l’assessora Carmelina Labruzzo avevano fatto di uno dei servizi destinati agli indigenti ma non solo: le Cucine popolari accanto al “Don Baronio”, aperte dallo scorso primo marzo, su iniziativa da alcuni volontari. È un vero ristorante in cui tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali, possono mangiare in compagnia, lasciando alla fine un’offerta libera o nulla se non sono in grado di pagare. Ieri quegli stessi studenti, assieme a due insegnanti, un’educatrice e un altro accompagnatore, hanno pranzato là, esaudendo il desiderio che avevano espresso e mantenendo la promessa che avevano fatto: vedere se quel luogo è davvero così speciale come si sente dire da chiunque ci metta piede. La risposta è sì, a giudicare dai piatti che hanno completamente svuotato (scena insolita alla mensa scolastica), ma soprattutto dai sorrisi e dai canti intonati con entusiasmo per augurare buon Natale al ritmo di “We will rock you”, dei Queen, con testo scritto da un senzatetto. Si chiama Franco: lo avevano già conosciuto, così come Stefano, durante la consegna della coperta. Hanno incontrato di nuovo entrambi, alle Cucine popolari, e ancora una volta hanno voluto donare qualcosa: piantine coltivate nell’orto scolastico, che finiranno nei vasi all’esterno del ristorante, e una splendida corona intrecciata, preparata con grande arte sotto la guida di un’insegnante. Ma forse il segno più significativo per capire quanto quella scolaresca abbia apprezzato le Cucine popolari e ne abbia capito lo spirito è arrivato dalla scritta lasciata da una delle giovanissime ospiti sul “registro dei clienti”: «Ho mangiato bene come dalla nonna, e la nonna è la migliore, come voi!».

Quel locale traboccante non solo di gustosi cibi ma di calore umano – fanno sapere Baredi e Labruzzo, che hanno accolto la mitica 3ª C – resterà aperto, in via straordinaria, anche in due sabati prefestivi, il 24 e il 31 dicembre, accogliendo questa volta solo persone in difficoltà segnalate dai servizi sociali e dal volontariato. Ogni giorno di apertura sono mediamente 70 le persone che pranzano o cenano alle Cucine popolari, grazie all’impegno di 50-60 volontari a settimana, ai fornelli o facendo servizio ai tavoli.

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