Cesena, altra vittoria davanti ai giudici per 7 ex dipendenti Brc

Sette dipendenti della ex Brc hanno vinto altri due round dello scontro giudiziario che li vede impegnati contro Banca Sviluppo. La Corte d’Appello di Bologna ha respinto il ricorso che l’istituto di credito aveva presentato dopo che era stato sconfitto in primo grado. È stato confermato il diritto di due gruppetti di lavoratori, difesi ancora una volta dagli avvocati Piergiovanni Alleva e Alessandra Raffi, a riavere indietro i soldi che gli erano stati decurtati al momento del passaggio dalla loro vecchia banca fallita alle dipendenze di quella nuova che era subentrata. In realtà, quelle penalizzazioni, frutto di un accordo sottoscritto a suo tempo da Cgil e Cisl ma non dalla Uil, erano illegittime. In caso di trasferimenti d’azienda disciplinati dall’articolo 2112 del Codice Civile non si possono infatti applicare condizioni lavorative peggiorative rispetto a quelle precedenti. Quindi gli accordi “conciliativi” che furono fatti firmare con lo spettro di restare altrimenti sono stati dichiarati nulli dalla magistratura. Con la conseguenza che vanno risarcite ai ricorrenti le somme non percepite. Gli importi in ballo, nel contesto dei numerosi ricorsi presentati sulla scia della battaglia vinta da Daniele Braschi (l’unico dipendente ex Brc che non si era piegato), vanno da un minino di 4.000-5.000 euro fino a 50.000-60.000 a testa, a seconda delle posizioni professionali e dell’anzianità. Con le due nuove sentenze della Corte d’Appello presieduta da Carlo Coco, che sono state depositate ieri, si consolida la linea sposata un paio di mesi fa dagli stessi giudici del capoluogo emiliano, che avevano dato ragione ad altri 21 lavoratori. Soddisfatta per l’esito di questi ricorsi, Uilca, il sindacato di categoria che fin dall’inizio ha spalleggiato gli ex lavoratori di Brc che hanno deciso di impugnare gli accordi individuali penalizzanti sottoscritti nel 2015 con Banca Sviluppo, in una situazione di pressione.

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