Palestre chiuse almeno fino al 24 novembre? Non la scuola di forza “Alfazone” a Martorano, il cui titolare Fabrizio Borghetti ha deciso di reagire a un divieto che considera assurdo con un gesto di disobbedienza civile. Cioè semplicemente non rispettando l’alt imposto dall’ultimo Dpcm Conte e rivendicando a viso aperto questa sua scelta. «Se nessuno si oppone a un decreto ingiusto – ha dichiarato a Gloria Teti, in un’intervista che le ha rilasciato, pubblicata su “Romagnapost” – vuol dire che c’è una tacita accettazione, quindi è complicità».

Borghetti sa di correre dei rischi per questa sua decisione, ma considera inaccettabile ciò che è accaduto. A partire dal fatto che «debba aspettare le 18:30 di una domenica sera per sapere se il giorno dopo andrò o meno a lavorare. Credo sia assurdo che, se un titolare di una palestra non rispetta le norme igienico-sanitarie, a pagare debbano essere tutti i gestori di tutte le palestre d’Italia, ma dovrebbe essere lui stesso a pagare ed essere perseguito dalla legge. Penso sia giunto il momento di assumersi le proprie responsabilità e fare la cosa giusta, sono convinto di star facendo la cosa giusta. E infatti, tramite social, sto ricevendo numerosi commenti positivi e di supporto».

Borghetti auspica che altri suoi colleghi seguano il suo esempio, smentendo l’opinione di chi pensa che «il sollevatore di pesi sia un debole e un insicuro».

Il gestore di “Alfazone” fa notare che «in questo momento le palestre aiutano le persone a rimanere sane di mente, sane di corpo e a ridurre gli stati infiammatori e noi oggi sappiamo che il Covid-19 colpisce prevalentemente gli stati infiammatori. Quindi noi non siamo il problema, ma siamo parte della soluzione».

Infine, una frecciata a chi si limita a lamentarsi o lanciare insulti contro il Governo sul web, «come un bambino», chiuso in casa oppure scendendo in piazza, invece che «affrontare le cose difficili» facendo scelte concrete per «cambiare».

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