Cesena, agguato e rissa: responsabile Blocco Studentesco in manette

Rissa a Veronetta l’altra sera. Chi ha aggredito chi saranno le indagini della Digos a stabilirlo. È in fase di approfondimento l’episodio che in prima battuta si è concluso con l’arresto di uno dei partecipanti per resistenza a pubblico ufficiale. Si tratta di un 19enne iscritto a CasaPound che è stato denunciato per rissa e per la violazione della normativa anti Covid che prevede non sia possibile uscire dalla propria regione di residenza. E in questo caso l’arrestato abita in Emilia Romagna e studia a Bergamo.

L.M., classe 2001, cesenate, è il responsabile per la provincia di Forlì-Cesena di Blocco Studentesco: l’aggregazione giovanile di CasaPound. Dopo gli studi a Forlì attualmente si è trasferito in Lombardia per il proseguimento degli studi.

Secondo quanto reso noto nelle ultime ore, mercoledì sera gli agenti delle Volanti di polizia di Verona sono intervenuti verso le 20.10 in piazza Santa Toscana a seguito di diverse segnalazioni giunte al 113 per la presenza di un nutrito gruppo di giovani con il volto travisato che correva verso Porta vescovo imbracciando mazze e bastoni. Gli agenti hanno individuato il gruppo segnalato mentre era diretto verso la piazza e si stava scagliando contro altri giovani. Lanciando contro di loro vari oggetti tra cui bottiglie ed una sedia di metallo prelevata pochi metri prima dal gazebo di un bar (chiuso per le normative anti Covid).

All’arrivo della polizia tutti i giovani si sono dati alla fuga in diverse direzioni. Fuga durante la quale il 19enne di Cesena era stato più volte fermato da un agente. Sferrando calci e pugni è riuscito più volte a divincolarsi dagli agenti fino a quando non è stato definitivamente bloccato. A seguito di ulteriori verifiche sono stati identificati altri giovani nelle adiacente via Mazza dove al civico 61 c’è la sede locale di CasaPound. Qui, sono atti trovati e sequestrati una mazza da baseball in legno, un bastone di Pvc lungo 53 centimetri e del diametro di 6, un fumogeno, un tubo passacavi di 170 centimetri e un manico in ferro lungo 130 centimetri.

Al termine degli accertamenti il cesenate è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e denunciato per rissa aggravata. Inoltre è stato multato per la violazione delle norme anti covid trovandosi fuori dal comune di residenza senza un giustificato motivo. La mattina dopo è stato condotto in Tribunale per il rito direttissimo dove il giudice ha convalidato le manette e disposto che in attesa giudizio il 19enne debba stare lontano dal Comune di Verona, rinviando il processo direttissimo ai primi di marzo. Il giovane difeso dagli avvocati Giuseppe Trimelloni e Riccardo Luzi (nell’aula del giudice Silvia Isidori dove l’accusa era rappresentata dal pm Susanna Balasini), in udienza di convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere. Sono ancora in corso ulteriori approfondimenti investigativi da parte della Digos (al lavoro sia a Cesena che a Verona) per l’individuazione di tutti i giovani partecipanti e per la ricostruzione della dinamica della rissa. Poco dopo l’arresto, gli agenti della Questura hanno controllato e identificato anche un gruppo di appartenenti all’estrema sinistra Veronese, che ha subito dichiarato di essere stata precedentemente aggredita.

Se a Cesena gli investigatori sono al lavoro per capire se assieme al 19enne fosse presente in quei luoghi qualche altro romagnolo, a Verona va verificato dalla Digos chi abbia aggredito chi. Se quelli di estrema sinistra abbiano teso un’imboscata a quelli di destra i quali sarebbero poi tornati in via Mazza per armarsi e ritornare sul posto a regolare i conti, o (ipotesi tenuta in maggiore considerazione ad ora) se siano stati i giovani di CasaPound a programmare una spedizione punitiva, in una sorta di ronda del mercoledì pomeriggio in un luogo dove sapevano di poter incrociare gli “avversari”.

Sicuramente le indagini faranno chiarezza totale: anche grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza presenti i quei luoghi.

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