Parola fine sul Comparto Europa da parte del Comune con una lettera dell’assessora alla programmazione e attuazione urbanistica Cristina Mazzoni inviata ai consiglieri comunali.

In essa si ricorda che l’accordo di programma faceva parte del Prg 2000, sottoscritto nel 2011 a conclusione di una procedura negoziale avviata nel 2006. Ora c’è la “richiesta di risoluzione consensuale da parte dei soggetti attuatori, ovvero Nuova Madonnina S.p.A. in liquidazione (già Nuova Madonnina srl), Battistini Immobiliare S.r.l., sig.ri Manuzzi e Merloni”. In pratica “le parti private hanno preso atto della impossibilità di portare a conclusione il programma di recupero urbano e hanno proposto al Comune di Cesena di risolvere consensualmente l’Accordo di programma presentando apposite istanze”.

La lettera specifica anche che “La risoluzione dell’Accordo pone il tema di eliminazione delle previsioni edificatorie contenute (altrimenti vigenti fino al 2028) e apre a nuove valutazioni in merito nel percorso di formazione del nuovo piano urbanistico e di definizione della strategia per la qualità urbana. La risoluzione comporta altresì la definizione delle dotazioni pubbliche e private afferenti l’edificazione attuata e le relative modalità di reperimento; la mancata attuazione delle opere pubbliche previste nell’accordo di programma comporta una compensazione proporzionale alla realizzazione degli interventi privati mediante il pagamento da parte dei soggetti attuatori della somma di 713.859,95 di cui euro 225.518,00 per mancata realizzazione di alloggi convenzionati, a cui si aggiunge una penale onnicomprensiva di euro 430.000,00 connessa ai ritardi sanzionabili”.

L’argomento verrà portato in consiglio comunale.

Il progetto interessava un’area di circa 4,6 ettari, a ridosso della via Emilia, compresa fra viale Europa, via Piave e la zona della stazione ferroviaria, e caratterizzata fin dagli anni ’50 dalla presenza di grandi complessi industriali per la lavorazione dell’ortofrutta (magazzini, celle frigorifere, ecc.). La funzione residenziale era previsto con un peso di circa l’80%, con una parte degli alloggi che era destinata alla locazione e alla vendita a prezzi agevolati. L’area doveva anche accogliere la nuova stazione delle autocorriere, un grande parcheggio pubblico sotterraneo con una capienza di circa 260 posti auto a servizio della mobilità integrata.

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