Cesena, 50 giovani in branco: controlli ed educazione anti-violenza

Sono circa 50 i ragazzi e le ragazze che fanno parte di gruppi che manifestano comportamenti problematici di vario livello, e non sono concentrati solo in centro. Per esempio, situazioni critiche da questo punto di vista sono state segnalate al Comune dai quartieri Borello e Dismano. E anche da Calisese, ma in quel caso a dare fastidio ai residenti sono le bravate consistenti nel suonare i campanelli delle case e magari pronunciare qualche parolaccia all’indirizzo di chi risponde al citofono. Atteggiamenti spiacevoli ma che non possono essere certo paragonati ad aggressioni fisiche come quelle che si sono verificate al mercato coperto per due volte nel giro di un paio di settimane. Proprio da questi episodi prende le mosse l’analisi del sindaco. «Quando si alzano le mani si passa davvero il segno e non è accettabile», dice Enzo Lattuca, che non prende sottogamba il fenomeno culminato nel fattaccio avvenuto nella serata di sabato scorso, quando un ventenne ha preso a spintoni un vigilante in servizio all’interno del polo commerciale nell’ex Foro annonario, procurandogli lesioni alle costole.

Di fronte a un’escalation palpabile di atteggiamenti maleducati e prepotenti sempre più diffusi tra alcune bande di ragazzi e ragazze, che per fortuna arrivano alla violenza fisica solo in pochi casi isolati, l’analisi del sindaco si muove su due binari. Per quel che riguarda la necessità di un giro di vite nei controlli, fa notare che «l’attività repressiva spetta alle forze dell’ordine, che comunque hanno intensificato già da qualche tempo la vigilanza attorno al mercato coperto e alzeranno ulteriormente la guardia. Dal canto nostro – continua il sindaco – possiamo fare solo da supporto a polizia e carabinieri con gli agenti della polizia locale, che non si sta tirando indietro».

Sul versante della prevenzione, il Comune ha invece più possibilità di intervento diretto, anche se è un lavoro che non sempre dà frutti immediati. «Sotto la regia dell’assessora ai Servizi sociali Carmelina Labruzzo, gli operatori dell’Unità educativa di strada del Comune stanno facendo una preziosa opera per intercettare il disagio giovanile. Sono stati “censiti” vari gruppi informali dove sono ravvisabili criticità da affrontare. Ne fanno parte una cinquantina di ragazzi e ragazze. Il tentativo che faremo con sempre più determinazione è quello di allacciare contatti con questi giovani, e anche con le loro famiglie, cercando di mettere in campo azioni educative, che aiutino a sviluppare un maggiore rispetto delle regole di convivenza civile».

Poi c’è la questione più specifica delle intemperanze del mercato coperto, che il sindaco pensa abbia risvolti anche “ambientali” e su cui «vogliamo fare ragionamenti assieme ai gestori della struttura, che è stata data in concessione a “For Gest”, ma resta un immobile di proprietà del Comune». In particolare, Lattuca pensa che potrebbe essere utile per migliorare la situazione valutare «l’ipotesi di collocare in quello spazio servizi comunali, per esempio lo sportello di front-office». In questo modo, almeno nelle ore diurne, «si potrebbe superare il problema della scarsa frequentazione di quel luogo, che così rischia di trasformarsi in“territorio di conquista” doveattecchisce la “logica del branco”.

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