Cesena, 30 anni senza Cristina: “Riaprire il caso della scomparsa”

«La solidarietà espressa dai frati Cappuccini mi ha reso felice e speranzosa. È dal loro ambito che può arrivare una nuova riapertura delle indagini che auspico».

Oggi poco prima delle 14 saranno 30 anni esatti dall’ultima volta che Marisa Degli Angeli ha visto sua figlia Cristina Golinucci.

A quell’ora la 21enne di Ronta era attesa dal suo padre confessore al convento dei frati Cappuccini di Cesena. Ha parcheggiato la sua 5000 nel piazzale sotto al convento stesso. Doveva compiere una manciata di metri a piedi per arrivare al campanello. Ma alla porta del convento Cristina non è mai arrivata. Di lei non si è mai più saputo nulla di certo.

Oggi iniziano i tanti momenti commemorativi e di sensibilizzazione su quello che resta il più grande mistero della storia contemporanea cesenate: la scomparsa della giovane di Ronta.

Oggi l’Associazione Penelope, insieme alla famiglia Golinucci e al Comune di Cesena invitano tutta la cittadinanza al giardino di Cristina, tra via Mimose e via Ginestre, a Ronta, dove il vescovo Douglas Regattieri e il parroco don Andrea Budelacci alle ore 18 celebreranno la Santa Messa. A seguire, i saluti e il ricordo del sindaco Enzo Lattuca e della stessa madre di Cristina, che di Penelope è stata fondatrice e coordinatrice in tante battaglie anche su scala nazionale: a favore delle famiglie degli scomparsi e per la creazione di una banca dati sul Dna delle persone che non si trovano più.

Sabato 3 settembre invece, alle ore 16, nella Sala Sozzi del palazzo del Ridotto, sarà fatto il punto sulla vicenda che da anni vede la mamma di Cristina chiedere a gran voce la verità. Sul motto “Chi dimentica cancella, noi non dimentichiamo”, il pomeriggio sarà introdotto dai saluti della stessa Marisa Degli Angeli e vedrà, a seguire, gli interventi del presidente nazionale dell’associazione “Penelope”, avvocato Nicodemo Gentile, e di Barbara Iannuccelli: avvocato e volontaria di Penelope Emilia-Romagna.

A seguire, il Teatro delle Lune presenterà “I fiori di Cristina”, un’opera di Massi Fusai con le voci teatrali di Monica Briganti e Vincenzo Morrone e l’accompagnamento musicale al pianoforte del maestro Andrea Ruscelli.

Negli ultimi giorni, come riportato nell’edizione di ieri, i frati cappuccini hanno inviato dalla loro sede regionale una missiva a mamma Marisa. Ricordando i tanti passaggi d’indagine che hanno coinvolto il convento. Sotto forma soprattutto di fisiche ricerche di tracce della ragazza.

«E mi hanno espresso vicinanza e solidarietà, cosa che mi ha fatto molto piacere – racconta Maria Degli Angeli – Nel tempo ci sono state tante persone dentro e fuori dal convento che hanno ostacolato le indagini per la ricerca di Cristina. Soprattutto non raccontando quanto sapevano o facendolo in maniera tardiva. Da tanti anni sono certa che il sudafricano Manuel Boke (era ospite del convento e vene condannato per stupro di una cesenate a 5 anni di cella, ndr) abbia a che fare con la scomparsa e la morte di mia figlia. La recente lettera dei frati cappuccini parla di collaborazione massimale per cercare la verità su mia figlia. A Cesena da qualche tempo è tornato frate Francesco, che era stato per un anno in convento all’epoca della scomparsa. Non ha mai avuto l’opportunità di parlare di quanto abbia visto o sentito in quei periodi in cui Cristina spariva e Boke frequentava il convento. Potrebbe essere la chiave per far ripartire l’indagine: se un procuratore volesse ascoltare ciò che questo frate può ricordare».

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