Cesena, 110mila euro ogni mese per la cura del verde: “appaltone”

Il verde pubblico è tanto bello quanto costoso. Salta subito all’occhio esaminando il bando appena preparato per appaltare il servizio di manutenzione nel secondo semestre di quest’anno e nel triennio successivo. Il costo complessivo previsto per quei 42 mesi ammonta a quasi 3,8 milioni di euro, che aggiungendo l’Iva salgono sopra quota 4,6 milioni. Facendo due conti, sono circa 110.000 euro ogni mese. Un’enormità, tenuto anche conto del fatto che nella cifra non sono inclusi gli interventi all’interno del cimitero monumentale e nei numerosi impianti sportivi, che hanno una loro gestione ad hoc. Non va poi dimenticato che, nonostante questo sforzo economico imponente, non mancano mai cittadini che lamentano la carenza di sfalci, l’incuria in alcuni giardini pubblici e altri problemi legati proprio alla manutenzione del verde. Quindi, se si volesse il massimo dell’efficienza, servirebbero ancora più soldi.

La verità è che le attività da svolgere sono molteplici e le superfici di cui occuparsi sono immense. Si spiega così la sostanziosa previsione di spesa, pari a 404.493 euro più Iva, stimata per i soli primi sei mesi di appalto, dal prossimo 1° luglio alla fine dell’anno in corso. Basti pensare che gli sfalci dell’erba, da soli, verranno a costare quasi 600.000 nel 2023 e idem in ciascuno dei due anni successivi. Ammonta invece a circa 200.000 euro annui il costo per abbattere gli alberi malati e per effettuate le periodiche potature. Non sono trascurabili neppure gli oneri per la manutenzione degli arredi e dei giochi nelle aree verdi attrezzate: 70.000 euro all’anno. E costa altrettanto l’azione di monitoraggio degli stessi e delle piante, per verificarne l’integrità e quindi scongiurare pericoli. Ci sono poi piccole voci di spesa a cui non si pensa ma necessarie, come i trattamenti anti-parassitari e i lavoretti su impianti d’irrigazione e fontanelle. Questa massiccia mole di interventi interessa circa 600 zone, alle quali vanno aggiunti il verde attorno agli edifici scolastici, che in certi casi si estende su superfici molto 16.705 metri quadrati a Sant’Egidio, 11.993 a Pievesestina e 10.061 a San Giorgio, limitandosi a citare i punto dove supera 1 ettaro d’estensione. Ma l’impegno maggiore dal punto di vista quantitativo è quello per prendersi cura dei grandi parchi urbani: per esempio, il Parco del Cesuola occupa 47.500 metri quadrati, il Parco per Fabio a San Mauro in Valle circa 42.000 metri quadrati, quello dell’Ippodromo 40.000 limitandosi alle zone circostanti al Carisport e alla pista d’atletica (ma poi ci sono le altre aree attorno, per oltre 136.300 metri quadrati), l’ex Fornace Marzocchi alle Vigne 36.000. Ma ci sono anche aree verdi non classificabili come parchi ma che sono molto grandi, come quelle esistenti nelle zona artigianali o nei dintorni della Basilica del Monte o, ancora, nei paraggi di cimiteri periferici come quello di Pievesestina. Senza dimenticare la vegetazione lungo l’argine del fiume Savio: ben 50.000 metri quadrati nel solo tratto fra il Ponte Nuovo e il Ponte Vecchio.

I costi molto elevati, che potrebbero raggiungere quota 8 milioni di euro se si concretizzerà la prevista possibilità di proroga del servizio fino alla fine del 2029, hanno insomma una giustificazione tangibile nei tanti spazi di cui prendersi costantemente cura.

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