Cesare Cremonini sabato all’autodromo di Imola

Cesare Cremonini chiuderà il suo tour “Stadi 2022” a due passi da casa. Per questo all’autodromo di Imola, dove la star bolognese arriva domani sera, un pubblico che rasenta, e forse supererà, quota 70mila, si aspetta fuoco e fiamme. A Imola il cantante aveva già riservato affettuosità varie negli ultimi mesi: il post che raccontava di lui adolescente in pista alla Formula 1 quel primo maggio 1994, quando sulla pista Ayrton Senna chiuse la sua vita («da quando Senna non corre più» è diventato poi il verso di una selle sue canzoni più amate: Marmellata#25). Poi la sua presenza allo stesso Gran Premio di aprile scorso per la passeggiata vip nel paddock da tifoso Ferrari. Quindi il manifesto dedicato alla data imolese e fatto fare allo stesso Aldo Drudi, autore delle “copertine” del Gp, con l’immagine stilizzata del palco affacciato sul circuito e sulla mitica Rivazza che, dopo Vasco Rossi, si riapre per lui. La stessa scaletta dei 24 brani scelti dal cantautore pop dialogherà a più riprese con la città che ben conosce e confina con la sua, e dove, ormai da mesi, si cammina sotto le sue parole “accese” sulla via Appia che hanno fatto anche da festoni natalizi. «Ho visto un posto che mi piace si chiama Mondo. Ci cammino, lo respiro la mia vita è sempre intorno», saranno ancora lì al suo arrivo. Ci passeranno sotto i fan e c’è da giurarci: i selfie si sprecheranno.

La scaletta

Il concerto promette due ore e mezzo di show, e a vedere quello che è successo negli stadi da inizio giugno, le doti di “animale da palcoscenico” al nostro, che si ammanta dietro un’aria da timido, non mancano. Si parte dal pezzo più recente e attuale di una carriera musicale iniziata ormai una ventina abbondante di anni fa con La ragazza del futuro e si alterna ultimo album a successi più datati, nell’ordine: PadreMadre, Il comico (Sai che risate), La nuova stella di Broadway, Chimica, Colibrì, senza mai disconosce gli esordi e i successi di quando ventenne lui se ne usciva con Squerez insieme ai Lùnapop vendendo quasi 2 milioni dischi, benché pubblicato da una etichetta indipendente, Qualcosa di grande arriva infatti subito dopo. Ci sarà poi la spensieratezza pre Covid di Buon viaggio (Share the love), Moonwalk, Vieni a vedere perché, Le sei e ventisei e quel Mondo che tutti hanno visto sospeso sopra le strade di Imola. Dopo i successi Logico #1 e Grey goose, anche se è stato strannunciato e strafilmato, promette brividi il duetto virtuale con un altro grande di casa nostra, Lucio Dalla, che rivive in voce e volto per ridare voce a una delle sue più belle canzoni, Stella di mare.

A questo punto il concerto avrà scavallato ampiamente la sua metà, ma resteranno ancora Lost in the weekend, Ciao, Chiamala felicità e ovviamente l’indimenticata 50 Special che porterà tutti su e giù per i “colli bolognesi”. Quindi Marmellata #25 con il pensiero per Senna già citato, e Poetica scritta nel 2017 eppure così premonitrice di una pandemia che ha costretto i fan di Cremonini ad attendere due anni per venirlo ad ascoltare qui.

Dopo Nessuno vuole essere Robin e Al telefono, come si era cominciato dalla fine si chiude tornando agli albori e rispolvererà Un giorno migliore proiettato al futuro. Insomma, non sarà solo il fatto di condividere con la star della serata quella zeta strascicata, cantata su un palco senza inutili correzioni di dizione, e nemmeno pensare ai video girati fra Londra e Bologna, che farà sentire tutti a casa. Sarà quel qualcosa di più che sta alla parola condivisione: la vita in provincia, i colli bolognesi, la Vespa per guadagnare libertà… negli anni Sessanta, come negli anni Novanta e a quanto pare oggi pure.

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