La vicenda giudiziaria che ha travolto il sindaco Mattia Missiroli appare ben lungi dal concludersi, anzi: la prossima mossa della Procura, dopo il rigetto dell’istanza di carcerazione da parte del Tribunale del Riesame, potrebbe essere quella del ricorso in Cassazione. Per capire se si andrà effettivamente in questa direzione, bisognerà attendere che le motivazioni dei togati felsinei arrivino sul tavolo del sostituto procuratore Angela Scorza, titolare del fascicolo aperto per maltrattamenti e lesioni a carico di Missiroli dopo l’accesso della moglie al pronto soccorso di Ravenna nella notte tra il 4 e il 5 dicembre. Il termine per la notifica dell’atto è stato fissato a 45 giorni a decorrere da sabato della scorsa settimana: sarà sulla base di questo che la Procura si orienterà per procedere eventualmente al ricorso in Cassazione. E, nel caso, non tanto per chiedere di nuovo l’emissione della misura cautelare della custodia in carcere - già respinta dal giudice per le indagini preliminari e dal Riesame -, quanto per blindare quelli che si ritengono essere gli elementi di gravità indiziaria su cui si reggono le accuse, vale a dire i racconti forniti dalla donna e valutati come sostanzialmente “credibili” anche dal gip stesso. Insomma, risulta decisivo capire quale sia il ragionamento seguito dai giudici del Tribunale bolognese, ma questo dettaglio sarà reso noto solo verso la fine di febbraio. Intanto, un dato sembra evidente: la prima richiesta di custodia in carcere e l’analogo appello - oltre al possibile approdo in Cassazione - lasciano intuire che la volontà della Procura non sia quella di archiviare la vicenda. L’indagine quindi va avanti e in queste settimane non è da escludere che arrivi anche la richiesta di convocare altri soggetti per ascoltarne la versione.
Sindaco di Cervia indagato, la Procura valuta il ricorso in Cassazione