Saline di Cervia, le Terme vogliono le quote della Provincia

Cervia

Le Terme di Cervia eserciteranno il diritto di prelazione e acquisteranno le quote della Parco della salina cedute dalla Provincia. Si tratta del 18 percento di partecipazioni, che porterebbe la società 6Maggio di Stefano Iseppi a detenere il 27 percento delle quote complessive. Una decisione, questa, ancora non confermata ma inimmaginabile fino a pochi giorni fa, quando le dismissioni societarie dell’Ente ravennate avevano creato una situazione di grande incertezza sul futuro della Salina. Le Terme, cedute recentemente da Anusca alla società che detiene anche quelle di Castel San Pietro Terme, si dovrà però accollare il debito precedente. Il buco di bilancio di 861 mila euro della Parco salina deve infatti essere ripianato con il concorso dei soci, che sono il Comune (56 per cento), la Provincia (18 per cento), la Camera di commercio Ferrara - Ravenna (8 per cento), il Parco del Delta del Po (9 per cento) e appunto le Terme (9 per cento). La Provincia dovrebbe versare nelle casse della Srl cervese circa 155 mila euro, ma secondo l’avviso pubblico sulla cessione delle quote l’esborso spetta al nuovo acquirente, con una base d’asta di 22 mila euro. La direzione delle Terme, dunque, sarebbe pronta a farsi carico di questi oneri, cui vanno aggiunti 77 mila euro come propria parte per l’azzeramento del deficit. D’altronde il complesso termale usufruisce dei fanghi e delle acque madri provenienti proprio dalla Salina, e non potrebbe certo rinunciare a quello che è un patrimonio essenziale per le cure dei propri assistiti. Si apre dunque uno spiraglio sul futuro della società nata nel 2002, proprio grazie a una cordata dei soci attuali (ne faceva parte pure la faentina Isad sali che poi si è defilata), e che senza i conti in ordine adesso non può approvare il bilancio e ha dovuto congelare il Cda.

Il freno del deficit

Restano però alcune ombre sulla gestione del ristorante Acervum, che avrebbe provocato parte del deficit insieme alla scarsissima produzione 2025 del sale. A tale riguardo Fratelli d’Italia pare abbia fatto un accesso agli atti, per conoscere le ragioni dello scompenso finanziario. L’assessora Morena Parrucci, dal canto suo, ha assicurato che i fondi assegnati al Comune per la Salina «non sono stati dirottati, sperperati, oppure utilizzati per ripianare le perdite del ristorante Acervum o per pagare il personale». In poche parole la questione riguarda solo la Parco salina, ed è dall’Ente di via Salara che si attende un chiarimento. Sul caso Salina interviene anche la lista civica “Cambia con noi”, che parla di «gestione dissennata che emerge in tutta la sua gravità». «Nella società risulta la totale assenza di controllo da parte della Amministrazione comunale - denunciano i consiglieri Paolo Savelli e Massimo Mazzolani -, su ciò che accadeva a questa Partecipata. L’uscita dalla compagine sociale della Provincia di Ravenna è un altro campanello di allarme, e adesso occorre capire se c’è la volontà politica di salvare la Srl. Oppure farà la fine di Aeradria e Promozione turismo?». Cambia con noi pensa che «debba essere la Regione a fare la propria parte, acquisendo le quote della Provincia, per dare un impulso significativo e una indicazione chiara alla società».

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