L’ultima delle quattro imbarcazioni distrutte e affondate nell’incendio divampato il primo maggio nel porto canale di Cervia è stata riportata in superficie. E’ servito quasi un mese di tempo alle operazioni di recupero coordinate dalla Capitaneria di Porto di Cervia nell’ambito del fascicolo aperto dal sostituto procuratore Lucrezia Ciriello con l’ipotesi di incendio colposo.
Il recupero dei natanti colati a picco era necessario, da un lato, per scongiurare il pericolo di inquinamento delle acque, dall’altro, per consentire gli accertamenti necessari a individuare le cause del rogo e le eventuali responsabilità.
Oltre alla Guardia costiera, sono state impegnate nel recupero delle quattro imbarcazioni di lunghezza tra i 15 e i 18 metri la Micoperi di Ravenna e il cantiere navale cervese Mtm dei fratelli Turci. L’attività è andata avanti con l’utilizzo di sub e galleggianti, che si è sommata all’iniziale intervento dei vigili del fuoco con il nucleo sommozzatori del comando di Ravenna. Sono state condotte numerose verifiche tecniche nell’area interessata dal rogo, divampato nelle prime ore della mattina, intorno alle 6. Nel complesso, l’operazione è riuscita a evitare sversamenti di idrocarburi e la perdita in mare di materiale inquinante.
Le cause dell’incendio restano ancora da definire. Per quanto trapelato finora, sono due le persone che hanno scampato il pericolo: si tratta di una coppia che si trovava a bordo di una delle barche andate a fuoco: due persone che, svegliate dal cane, sono riuscite a mettersi in salvo prima che le fiamme avvolgessero l’intera imbarcazione.