Milano Marittima, dissequestrata la piscina in cui è annegata Magdalena

Cervia

A poco più di un mese dalla tragedia è stato disposto il dissequestro della piscina dell’Hotel Continental di Milano Marittima, dove il 18 luglio scorso ha perso la vita Magdalena Kaiser, la bambina austriaca di 4 anni annegata nella vasca della struttura. La decisione è stata presa dalla Procura di Ravenna, che ha ritenuto non fosse più necessario mantenere il sequestro dell’area ai fini delle indagini preliminari che vedono indagati per omicidio colposo i rappresentanti legali della struttura ricettiva, i fratelli Walter e Massimo Bezzi (assistiti dall’avvocato Laerte Cenni), e per abbandono di minore il padre della piccola, Robert Kaiser (tutelato dall’avvocato Simone Balzani).

Il provvedimento della Procura ricostruisce anche una delle tappe degli accertamenti svolti dopo la morte della bambina. In particolare, viene richiamata la nota del 30 luglio con cui il Dipartimento di Sanità pubblica di Ravenna comunicava al sindaco di Cervia le violazioni riscontrate nell’ambito delle verifiche effettuate sulla struttura. Successivamente, il 20 agosto, l’Ausl ha trasmesso alla Procura il provvedimento con cui il Comune di Cervia, il 17 agosto, ha disposto l’interdizione all’uso della piscina sino al ripristino delle condizioni di sicurezza indicate nell’atto. Irregolarità evidentemente sanate in queste settimane.

In prima battuta, tra le presunte irregolarità, gli iniziali accertamenti avevano individuato anche quella relativa all’accesso alla vasca. Al momento della tragedia la piscina era chiusa ai bagnanti e non era presente il bagnino di salvataggio. Un cancellino avrebbe dovuto impedire l’accesso all’area durante l’orario di chiusura, ma sarebbe rimasto aperto, consentendo alla bambina di raggiungere la vasca. Il sequestro si era reso necessario anche per consentire agli inquirenti di effettuare gli accertamenti tecnici sulla piscina. La vasca è stata svuotata per poter misurare con esattezza le diverse profondità. Un elemento già emerso nelle prime fasi dell’indagine aveva infatti evidenziato una discrepanza tra i 140 centimetri di profondità massima dichiarati e i 154 centimetri misurati dai carabinieri.

Resta dunque aperto il fronte delle responsabilità. L’inchiesta, coordinata dalla pm Angela Scorza, dovrà ora mettere in relazione gli accertamenti tecnici e le violazioni riscontrate con la dinamica della tragedia. Secondo quanto ricostruito nelle prime settimane, Magdalena si sarebbe allontanata dalla hall dell’hotel mentre il padre era momentaneamente salito in camera. Le telecamere hanno documentato il suo passaggio verso la zona della piscina, ma non il momento in cui è entrata in acqua. A trovarla nella vasca sono stati due giovani, che hanno dato l’allarme. Ogni tentativo di rianimazione si è rivelato purtroppo inutile.

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