Giornalista di Cervia diffamò Selvaggia Lucarelli: “È nota alla giustizia”. Querela e poi le scuse

Cervia
  • 15 settembre 2026

Scuse pubbliche online e querela ritirata. Processo finito ancor prima di iniziare. Si chiude così il caso che vedeva parte offesa Selvaggia Lucarelli e imputata per diffamazione aggravata la giornalista cervese Letizia Magnani.

I fatti risalgono all’inizio del 2024. A dare il “la” al commento incriminato fu un episodio di cronaca che, come spesso accade, aveva sollevato il dibattito sui social. Sul tema era intervenuta anche Lucarelli. Da opinionista, talvolta con con argomentazioni stilate in punta di penna, aveva innescato - o meglio - infiammato ulteriormente la platea di Facebook. E proprio qui aveva commentato Magnani, bollando come «inqualificabile» e «ridicolo» l’intervento della prima, asserendo che «non è giornalista ed è invece ben nota alla giustizia ordinaria». Due giorni dopo avrebbe rincarato la dose, aggiungendo: «Il suo è abuso di professione, cioè un reato...Lucarelli è diventata famosa facendo quello che fa, ovvero spargere odio...credo che sia il tempo di tornare a sedere a tavola con persone perbene lasciando persone di dubbia moralità o comprovata amoralità dove preferiscono stare, spesso nel fango». Parole che evidentemente sono giunte alla diretta interessata e in astratto agli oltre 5mila follower dell’autrice dei due post incriminati. Et voilà, pronta la querela.

Nei giorni scorsi, nello stesso profilo social di Magnani è apparso il messaggio conciliante: «...Col senno di poi ho compreso quanto Selvaggia Lucarelli possa essere stata ferita dalla “gogna mediatica” all’epoca scatenatasi ingiustamente nei suoi confronti ed anche di avere io stessa sbagliato. Perciò, pur sottolineando che il mio intento non era quello di offendere l’onore né la reputazione di Selvaggia Lucarelli, mi scuso per avere, con le mie parole, contribuito a crearle il disagio e l’amarezza dalla stessa poi sofferti. Non era mio intento - lo ripeto - ma in ogni caso me ne scuso».

Ieri, in tribunale a Ravenna, il procedimento davanti al giudice Antonella Guidomei e al vice procuratore onorario Simona Bandini che vedeva imputata Magnani (assistita dall’avvocato Maria Grazia Tufariello del foro di Bologna) e parte offesa Lucarelli (tutelata dal legale Barbara Maria Carmela Indovina del foro di Milano) si è concluso con sentenza di non luogo a procedere per remissione di querela.

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