Scatta la rivolta degli operatori turistici del lungomare di Cervia contro la movida. Gli albergatori e i negozianti della zona scendono in campo con a capo l’albergatrice e presidente di Assohotel Giorgia Anastasi, per denunciare la grave situazione.
«La movida sta straripando - interviene la presidente - e i turisti lasciano gli hotel a causa di quanto accade per le strade e davanti alle nostre attività. Gente in preda all’alcol vaga senza meta e urina dove capita, le risse sono all’ordine del giorno, le ambulanze sfrecciano in ogni direzione e nessuno interviene. Per fare un esempio, le sale giochi e i negozi vengono presi d’assalto da gente ubriaca che gira a torso nudo. C’è chi è in uno stato tale da non riuscire nemmeno a ritrovare l’auto. Siccome l’ordinanza balneare consente trattenimenti di 3/4 ore per bagno - rincara la dose -, alcuni gestori si sono accordati affinché quando uno stabilimento balneare deve spegnere la musica prosegue l’altro a fianco. Così, dalle 17 alle 24 è una continua baraonda (alla faccia dei fonometri), con 3-4 mila persone fuori controllo».
Gli operatori stanno raccogliendo le firme per contrastare questa tendenza, ma spunta anche l’ipotesi di un esposto alla Procura. «Questa è una visione miope del turismo - continua Anastasi -, che ripropone anche a Cervia quello che è già accaduto a Milano Marittima. Le feste in spiaggia si trasformano in raduni oceanici, con la musica altissima, tanto alcol, e a volte c’è chi finisce in coma etilico. Si registrano persino degli sconfinamenti nei giardini degli alberghi, dove si intromettono gruppi di sbandati». L’ordinanza prevede, per gli stabilimenti dotati di fonometro, 2 trattenimenti alla settimana anche consecutivi dalle 17.30 alle 20.30. Una solo opportunità, invece, per chi dispone di un fonometro. Ma la musica può proseguire anche dalle 20.30 alle 24, sempre 2 volte alla settimana, per chi è dotato dello strumento che misura i decibel. Questi ultimi sono fissati in un limite massimo di 102, “al fine di limitare il disturbo acustico derivante dall’inquinamento sonoro prodotto dagli impianti”. In ogni caso è previsto l’abbassamento graduale della musica nell’ultima mezz’ora.