L’Anpi chiede di annullare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e la campagna elettorale ha un nuovo argomento su cui dibattere.
Lo storico Enzio Strada scrive nel suo libro “Cervia spigolature, curiosità, inediti”, che il 25 ottobre del 1923 la città conferiva una onorificenza al duce che «non gli è mai stata tolta».
«In occasione del primo anniversario della marcia su Roma - si legge nel testo -, anche Cervia ritenne che il modo migliore per festeggiare l’avvenimento fosse conferire la cittadinanza onoraria al Duce del fascismo. Era stato il sindaco di Ravenna Calvetti a proporre ai Comuni della provincia questa onorificenza. Nella città del sale si fece carico della operazione il sindaco Baracchini Ricciotti, accogliendo con entusiasmo la proposta ravennate». Con grande velocità il Prefetto aveva approvato la delibera della Giunta cervese, mentre il Consiglio comunale la rese poi operativa votando alla unanimità.
«I cervesi volevano arrivare primi in questa corsa di omaggio al duce - scrive ancora Strada -, battendo il comune di Alfonsine che gli conferirà la cittadinanza onoraria un giorno dopo. Ma davvero erano già tutti fascisti? Ovviamente no, perché è sempre esistito a Cervia un nucleo di irriducibili antifascisti, capaci di pagare di persona la fedeltà ai loro ideali di democrazia. Un nome su tutti è Giovanni Fusconi, che troviamo nel 1926 impegnato politicamente in Francia, dove era stato costretto ad espatriare proprio a causa del suo antifascismo». «L’anno successivo (1924) i fascisti cervesi non si ricredettero - conclude però Strada -, nemmeno di fronte all’assassinio di Giacomo Matteotti. Eppure quest’ultimo delitto aveva creato qualche disagio in molti di loro. Ma non nel sindaco Baracchini Ricciotti e negli altri suoi collaboratori, che ribadirono la decisione. Solo il professor Strozzi venne sfiduciato, ma solo perché era passato a Cesenatico come sindaco».
La questione della cittadinanza a Mussolini, quindi, è ancora calda nonostante sia passato un secolo.
Tanto che il presidente dell’Anpi Alessandro Forni aveva coinvolto l’ex sindaco Mattia Missiroli al riguardo. «Gli avevo proposto - spiega - di cancellare la cittadinanza onoraria a Mussolini e darla allo scrittore Giovannino Guareschi. Quest’ultimo, oltre ad avere frequentato Cervia dove esiste ancora la sua casa, trascorse 2 anni nei lager nazisti a causa del suo rifiuto di aderire alla Repubblica di Salò. Lui dopo l’8 settembre del 1943, essendo sottufficiale della artiglieria italiana, venne catturato dai tedeschi. Patì fame e freddo nel campo di concentramento, dove scrisse il Diario clandestino, mentre era internato con gli altri militari Imi». La mancata adesione a Salò viene oggi considerata una forma di “Seconda resistenza”, fondata su una scelta etica e morale. Guareschi, pur noto nel dopoguerra come conservatore e monarchico, scelse dunque di non collaborare con il fascismo repubblicano. «Purtroppo la mia proposta è caduta nel vuoto - denuncia però Forni -, perché poi il sindaco è decaduto a causa delle note vicende che lo vedono indagato per maltrattamenti alla moglie. Ma riprenderò in mano la questione girandola al nuovo primo cittadino».