Due blocchi di cemento oscurano il Grand hotel di Cervia e preannunciano un’altra cementificazione della spiaggia. Sui social si parla di “obbrobrio”, e sulla pagina della scrittrice Ileana Montini si moltiplicano le denunce in tal senso. Forse i due cubi in calcestruzzo ospiteranno il bar, la cucina e il ristorante di uno stabilimento balneare che dovrebbe sostituire il Bleck 2.10, l’esercizio precedente. Per ora si vedono piantati solo i banchetti degli ombrelloni, ma i lavori sono fermi e l’estate sta per iniziare. Il bagno faceva parte, ai tempi d’oro, del Grand hotel. Ospitava il gran finale ferragostano de “La spiaggia ama il libro”, con lo sbarco in spiaggia degli autori finalisti del tour letterario. Poi il declino, iniziato con la chiusura dell’albergo causa alcune gestioni fallimentari. Dopo alcune vicende giudiziarie che avevano visto il titolare dello stabilimento balneare finire in tribunale vi era stata una nuova gestione, quella appunto del Bleck, la cui ristrutturazione era legata al rilancio del Grand hotel. Ma la società che aveva vinto il bando per circa 3,7 milioni si è poi disgregata, provocando una ulteriore impasse nei lavori. Anche la concessione del Comune ai proprietari - fra cui un parlamentare di FI -, di utilizzare la dependance prospiciente come Condhotel aveva creato non poche polemiche nel mondo politico di opposizione. Fino all’ “obbrobrio”, un intervento consumato in piena campagna elettorale di cui ancora non si conoscono le finalità. «E’ indecente che si deturpi in questo modo la vista dal mare del Grand hotel - interviene Marisa Ostolani, presidente della associazione Grazia Deledda un Nobel a Cervia -, un pezzo della storia e della identità locali che andrebbe tutelato, rispettato e amato. Ma non certo sfregiato». Il Gh venne inaugurato il 15 giugno del 1931 e si distingue per il colore rosa della sua facciata. Una struttura che mescola l’eclettismo, il gusto liberty e il classicismo, tanto da venire chiamato la bomboniera. Per anni è stato al centro della vita mondana cervese, e l’albergatore Terenzio Medri ne aveva preso in gestione la terrazza per farne un ritrovo retrò di alta classe. Ora, invece, l’orgoglio della città è in stato di abbandono.
Cervia, due blocchi di cemento oscurano il Grand Hotel